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La Soka Gakkai e la guerra

Il 21 marzo 2003 sul Seikyo Shimbun, quotidiano della Soka Gakkai, è apparsa una dichiarazione ufficiale sulla posizione dell’organizzazione rispetto alla guerra in Iraq.
(pubblicato su Il Nuovo Rinascimento n. 280 del 15 aprile 2003)

«È davvero increscioso e deplorevole che per risolvere l’annoso problema di portata internazionale riguardante un eventuale possesso di armi di distruzione di massa da parte dell’Iraq sia stata scelta la via dell’intervento militare, guidato dagli Stati Uniti.

«Come buddisti che credono nell’intrinseca dignità della vita abbiamo continuato ad appellarci affinchè tutti i conflitti, e non soltanto quello attuale, vengano risolti attraverso l’uso di strumenti diplomatici e pacifici basati sul dialogo, invece che sulla forza militare.

«L’uso della forza militare è fonte di preoccupazione non solo per le vittime che produce ma anche perché una simile risposta non fa che rafforzare le radici di ulteriore odio e divisione.

«Desideriamo con tutte le nostre forze che l’azione militare statunitense in Iraq si concluda il prima possibile».


Comunicato del Consiglio Nazionale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
(pubblicato su Il Nuovo Rinascimento n. 279 del 1 aprile 2003)

Saggio di Daisaku Ikeda: Cercare la speranza
(pubblicato su Il Nuovo Rinascimento n. 280 del 15 aprile 2003

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