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Daimoku e la cerimonia di Gongyo
La pratica fondamentale nel Buddismo di Nichiren Daishonin è la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo (Daimoku).
Ci si siede con la schiena ben diritta, le mani unite davanti al petto, gli occhi aperti e si ripete più e più volte questa frase ad alta voce, mantenendo lo stesso ritmo e scandendo bene ogni termine con voce chiara.
Chi non ha ancora ricevuto il Gohonzon (l'Oggetto di culto), può praticare davanti una parete nuda: in questo modo si favorisce la concentrazione. Il Daishonin consiglia di recitare Daimoku "finché non ci si sente soddisfatti".
La pratica di sostegno è la recitazione (mattina e sera) di due capitoli del Sutra del Loto (Gongyo, lett. "pratica assidua"). Anche se la forma precisa fu stabilita dopo la morte del Daishonin, egli stesso indicò che tale pratica quotidiana doveva essere basata sulla recitazione di brani tratti dal secondo capitolo Espedienti (Hoben) e dal sedicesimo Durata della vita(Juryo).
(Per una trattazione più estesa vedi La pratica di Gongyo) Questi capitoli, in estrema sintesi, contengono la summa degli insegnamenti del Budda Shakyamuni: espongono il vero aspetto dell'universo e di tutti i princìpi della vita.
Qui di seguito è possibile ascoltare l'audio di Gongyo (che comprende la lettura dei due capitoli del Sutra del Loto e la recitazione del Daimoku). L'intento è solo quello di offrire, a chi lo desidera, l'opportunità di ascoltare una buona pronuncia e utilizzarla per migliorare la propria. Quindi solo un supporto "tecnico".
Ma – come insegna Nichiren Daishonin – quando recitiamo il Daimoku e il Sutra, l'aspetto "tecnico" passa in secondo piano e diventa determinante il proprio cuore e la personale determinazione di realizzare kosen-rufu: «È solo il cuore che conta» (RSND, 1, 844).

Per approfondire:
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