Home BuddismoLa parabola del gioiello nella veste stampa
logosgi
IL GIOIELLO NELLA VESTE
Rinunciare a un'esistenza appagante è come vivere mendicando pur avendo un prezioso gioiello nelle tasche. La Legge mistica è il mezzo che svela tale gioiello, liberando il vero potenziale della propria vita. (Capitolo VIII, pg.194)

Di fronte ai problemi o alle sfide può essere difficile immaginare di avere già tutto quello che ci serve per trasformare qualunque ostacolo. Sembra naturale cercare la soluzione al di fuori di noi, immaginando che le cose sarebbero migliori se vivessimo in un altro luogo, avessimo un lavoro diverso o se fossero le altre persone a cambiare.
Tuttavia il Sutra del Loto chiarisce in modo rivoluzionario che tutte le persone, così come sono e in qualunque momento, possiedono le risorse spirituali necessarie per superare e trasformare ogni fonte di sofferenza e realizzarsi nella vita: l'unica cosa che le blocca è la visione limitata di se stesse.
Quella del gioiello nella veste è la quinta parabola del Sutra del Loto (SDL, 217 [194]) e viene raccontata dopo che il Budda Shakyamuni predisse l'Illuminazione a cinquecento discepoli. Nell'ascoltarla i discepoli esprimono la loro gioia nel capire che possiedono, innato, lo stesso potere e potenziale del Budda.
La parabola ha inizio con un uomo molto povero che si reca in visita alla casa di un suo caro amico benestante. Dopo aver banchettato e bevuto con gusto, ubriaco e intorpidito perde i sensi.
L'amico e padrone di casa deve partire all'improvviso, ma prima di farlo cuce un gioiello d'inestimabile valore nella veste dell'amico povero. Quando quest'ultimo si desta, del tutto inconsapevole del gioiello nascosto nell'abito, inizia a vagare di luogo in luogo, cercando di tirare avanti e accontentandosi di ogni piccola cosa ottenuta. Quando si incontrano di nuovo, colpito dal suo aspetto cencioso, il ricco gli racconta del gioiello cucito nella veste, alla cui vista il povero diventa felicissimo.
L'uomo povero che trova appagamento in ogni piccola cosa che riesce a ottenere rappresenta lo stato vitale dei discepoli di Shakyamuni, soddisfatti della loro Illuminazione parziale e inconsapevoli del loro reale potenziale.
Allo stesso modo molte volte ci accontentiamo di poco nella nostra vita o evitiamo di inseguire i nostri sogni, incapaci di afferrare la grandezza di ciò che potremo essere veramente in grado di realizzare.
In questa parabola il gioiello cucito nella veste dal buon amico - che rappresenta Shakyamuni - simboleggia il desiderio di Buddità: allargare costantemente la propria esistenza e perseguire la realizzazione del proprio potenziale.
Tutti desiderano farlo ma, col passare degli anni, iniziamo a porci dei limiti e questo desiderio sbiadisce. Il Sutra del Loto ci ricorda che le potenzialità della nostra vita sono più vaste di quanto possiamo comprendere.
Daisaku Ikeda interpreta questo gioiello anche come il grande desiderio del Budda che tutte le persone siano felici, un desiderio innato in tutte le forme di vita. In questo senso, l'uomo povero che si risveglia dalla sua condizione di ebbrezza per vedere finalmente il gioiello che possiede rappresenta la trasformazione che avviene nei cuori dei cinquecento discepoli quando iniziano a percepire e a manifestare la condizione vitale onnicomprensiva della Buddità.
Si trasformano da persone dalle vedute ristrette, che cercano solo la propria felicità e salvezza, a persone che si dedicano alla felicità degli altri. In altre parole, si risvegliano al "grande voto di condurre infallibilmente gli altri alla felicità".
Elevarci a questo grande voto o desiderio del Budda equivale a sbloccare il vero potenziale, realizzandoci e ottenendo la Buddità. «Quando abbracciamo questo voto dichiara il presidente Ikeda ogni situazione assume valore per la nostra vita.
Niente intorno a noi è privo di significato: nessuno sforzo va perduto». La pratica del Buddismo di Nichiren risveglia quest'aspirazione. Siamo in grado di vivere con un senso più ampio. Le nostre battaglie e i problemi diventano allora opportunità per infrangere i limiti autoimposti e incoraggiare e accendere la speranza in coloro che affrontano sfide simili alle nostre.

Il Nuovo Rinascimento n.555 1 aprile 2015
© Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai 2018 . Tutti i diritti riservati