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Il Sutra del Loto
Esce in questi giorni una nuova edizione del Sutra del Loto che completa l'opera già pubblicata dalla Soka Gakkai nel 1997, leggermente rivista, con la presentazione di due brevi sutra mai tradotti in italiano, il Sutra degli innumerevoli significati (Muryogi) e il Sutra per la pratica della meditazione sul Bodhisattva Virtù Universale (Fugen), tradizionalmente considerati il prologo e l'epilogo del Sutra del Loto.
T'ien-t'ai, che considerava i tre scritti come una sola unità, fu il primo a definirli il "Triplice Sutra del Loto", e Nichiren, che era dello stesso avviso, li utilizzava per istruire i suoi discepoli e scrivere le proprie opere (non dimentichiamo che dedica due capitoli della Raccolta degli insegnamenti orali a questi due sutra). Con soddisfazione ritroviamo così in questi testi tradotti in italiano per la prima volta dei passaggi diventati a noi familiari per essere stati citati dal Daishonin.
Il Sutra degli innumerevoli significati è composto da tre capitoli e descrive il Budda Shakyamuni mentre predica sul Picco dell'Aquila. Il primo capitolo, intitolato Pratiche virtuose, elogia il Budda e le sue varie caratteristiche (comprese le famose trentaquattro negazioni che servono a caratterizzare il "corpo" del Budda); il secondo, La predicazione della Legge, spiega che tutti gli insegnamenti e i loro innumerevoli significati derivano da un'unica Legge, e che le dottrine esposte durante i primi quarant'anni e più della predicazione del Budda non rivelano la verità; il terzo, I dieci benefici, descrive i benefici che otterranno i praticanti del sutra.
Nichiren, nella Raccolta degli insegnamenti orali, interpreta gli "innumerevoli significati" come sinonimo dei "tre veicoli" citando il seguente passo del Sutra del Loto: «I Budda, utilizzando il potere degli espedienti, operano distinzioni all'interno dell'unico veicolo del Budda e lo insegnano come se fossero tre veicoli»; sostiene che i tre veicoli, o innumerevoli significati, sono esposti nel Sutra del Loto per condurre alla rivelazione dell'insegnamento dell'unico veicolo e conclude: «Perciò il Sutra degli innumerevoli significati serve come preparazione al Sutra del Loto» (Raccolta degli insegnamenti orali, BS, 124, 48).
Il Sutra di Virtù Universale inizia con un passo che predice la morte del Budda Shakyamuni; a causa di ciò, e poiché la figura centrale del sutra è il Bodhisattva Virtù Universale che è anche il personaggio principale del ventottesimo e ultimo capitolo del Sutra del Loto, è considerato come epilogo del sutra. Può essere diviso in tre sezioni: preparazione, rivelazione e trasmissione. La sezione della preparazione si apre con una domanda posta da Ananda, uno dei principali discepoli del Budda: «Come potranno [gli esseri viventi], senza eliminare le illusioni o separarsi dai cinque desideri, purificare i loro sensi e spazzare via le loro offese?» che avrà una risposta nella sezione della rivelazione, espressa sinteticamente nei seguenti versi anch'essi a noi noti:
Se si desidera pentirsi
ci si sieda con la schiena eretta e si mediti sul vero aspetto.
Allora, tutte le colpe, come brina e rugiada,
potranno sciogliersi al sole della saggezza.

«Sin dai tempi più antichi - scrive Daisaku Ikeda nella premessa al volume - il Sutra del Loto è stato definito "re dei sutra", soprattutto perché è "una scrittura di grande speranza" che illumina i cuori delle persone. [Esso] rivela in modo chiaro e definitivo che la natura di Budda è parte integrante della vita di tutte le persone e chiarisce che i desideri e le azioni del Budda sono sempre rivolti a far emergere la natura illuminata. Quando [questa] emerge pienamente permette a tutti gli esseri umani di realizzare il loro più alto livello di sviluppo personale e di ottenere una fortuna e una felicità che non conoscono paragoni. Il Sutra del Loto è il testo che sostiene questa verità nel modo più convinto [...] Per questa ragione è con profonda gioia che accolgo all'inizio di questo XXI secolo la pubblicazione dell'edizione della Soka Gakkai del "Triplice Sutra del Loto" e la sua presentazione al mondo».
(da Buddismo e Società nr. 163 marzo-aprile 2014)
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