Il Buddismo di Nichiren Daishonin è rivoluzionario, perché insegna che tutte le persone sono in grado di manifestare la Buddità nella loro vita e forma presente. Percepire la condizione vitale della Buddità nella nostra vita è la sfida più grande. Il Daishonin creò l’oggetto di culto, il Gohonzon, affinchè tutte le persone potessero conseguire la Buddità come egli stesso aveva fatto.

Il Gohonzon è una pergamena scritta in caratteri cinesi e sanscriti, che aiuta chi pratica il Buddismo di Nichiren Daishonin a percepire e manifestare la condizione vitale della Buddità presente nella propria vita. È la rappresentazione fisica e grafica della Legge fondamentale che permea la vita in ogni sua manifestazione, la sublime realtà cui Shakyamuni si era illuminato. Il Budda rivelò questa Legge nel Sutra del Loto, il cui titolo si traduce in giapponese “Myoho-renge-kyo”.

Il Budda Nichiren Daishonin vissuto nel 13° secolo, definì “Nam-myoho-renge-kyo” la “Mistica Legge” descritta nel Sutra del Loto e la rappresentò nel Gohonzon, stabilendo così il mezzo, adatto a tutte le persone, per entrare in contatto con la Legge mistica. In un certo senso, il Gohonzon è una riproduzione dell’infinito potenziale che si trova all’interno della nostra vita e rispecchia le qualità della nostra innata natura di Budda: saggezza, coraggio, compassione e forza vitale. Non rappresenta qualcosa che ci manca e che dobbiamo procurarci da una fonte a noi esterna.

Gohonzon (giap. go=prefisso onorifico, honzon=oggetto di fondamentale rispetto) può essere tradotto letteralmente come “oggetto di devozione” e coloro che praticano il Buddismo di Nichiren Daishonin hanno in casa un altare in cui lo custodiscono. La pratica quotidiana, che consiste nel recitare Nam-myoho-renge-kyo e alcune parti del Sutra del Loto di fronte al Gohonzon, è l’atto di riaffermare e riverire la dignità della propria vita e quella degli altri. Riverendo la natura di Budda inerente alla propria vita, così com’è rappresentata nel Gohonzon, chi pratica è in grado di manifestare le caratteristiche della Buddità.

Nam-myoho-renge-kyo è scritto al centro del Gohonzon con caratteri ben chiari e delineati.

Nam, che significa devozione, dedicare la propria vita, rappresenta l’intenzione di richiamare o armonizzarsi con la Legge Mistica, esprime il voto di credere nella nostra Buddità e agire coerentemente a questo voto.

Su entrambi i lati di Nam-myoho-renge-kyo vi sono i caratteri che rappresentano le varie tendenze positive e negative della vita stessa. Tutte queste energie inerenti alla vita, armonizzate da Nam-myoho-renge-kyo, rivelano un aspetto illuminato e funzionano per creare valore e felicità.

Nel Gohonzon, sotto Nam-myoho-renge-kyo Nichiren iscrisse il suo nome, a significare che lo stato di Buddità non è un concetto astratto ma si manifesta nella vita e nel comportamento degli esseri umani. Inoltre, attraverso l’uso della scrittura, il Daishonin manifesta la sua completa aderenza al principio che questo “specchio” della nostra inerente natura di Budda è universale, dunque libero da qualsiasi connotato di genere o di razza, legato a specifici personaggi raffigurati in un dipinto o in una scultura.

I caratteri sono disposti nel Gohonzon in modo tale da descrivere una scena del Sutra del Loto conosciuta come la “Cerimonia nell’Aria”, durante la quale Shakyamuni rivela l’essenza del Sutra del Loto e affida ai suoi discepoli, i Bodhisattva della Terra, il compito di sostenere e propagare il suo insegnamento per condurre tutte le persone alla felicità. La preoccupazione e gli sforzi per la felicità degli altri sono perciò inerenti alla manifestazione della propria natura di Budda.

Il Gohonzon esprime anche il concetto del mutuo possesso dei Dieci Mondi (dieci stati vitali). La Buddità è potenzialmente presente in ogni istante della vita quotidiana di ognuno di noi e non risiede in un qualche essere esterno.

Il Gohonzon, dunque, rappresenta sia uno stato vitale in cui il potere inesauribile della Legge Mistica sboccia pienamente, sia un mondo ideale in cui tutte le persone manifestano pienamente il loro potenziale. La chiave, come il Daishonin ha più volte sottolineato, è credere che siamo “perfettamente dotati” e che possiamo rivelare la nostra natura di Budda nella forma presente, dovunque e in qualunque momento. Come dice il Daishonin “Non cercare mai il Gohonzon al di fuori di te.”

Ereditando il mandato di Shakyamuni e Nichiren Daishonin di realizzare un mondo di pace e felicità per tutti gli esseri umani, i membri della SGI praticano per manifestare la Buddità nel bel mezzo delle gioie e sofferenze della vita quotidiana, aiutando gli altri a fare lo stesso.