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sezione Buddismo
Gli scritti di Nichiren Daishonin

Lettera da Sado

Questa lettera è indirizzata a Toki Jonin, ma deve essere mostrata a Shijo Kingo, a Tonotsuji Juro1 , a Sajiki-no Ama2 e a ciascuno degli altri miei discepoli. Fatemi sapere i nomi dei caduti nelle battaglie di Kyoto e di Kamakura. Inoltre fatemi pervenire per mezzo di chi verrà qui, il Geten sho3 , il secondo volume dello Hokke mongu e il quarto volume dello Hokke gengi con i relativi commenti (di Miao-lo), oltre a Cronache ed editti imperiali.
Le cose che gli uomini temono di più in questo mondo sono le fiamme degli incendi, la minaccia delle spade e la morte di questo corpo. Persino i buoi e i cavalli sono attaccati alla vita, a maggior ragione gli esseri umani; persino i lebbrosi apprezzano la vita, a maggior ragione gli uomini sani. Il Budda insegnò: «Piuttosto che ricoprire un’intera galassia con i sette gioielli, è meglio offrire al sutra il proprio dito mignolo»4 . Sessen Doji offrì il suo corpo e Gyobo Bonji si strappò la pelle. Poiché non c’è cosa più preziosa della vita, se la si dedica a praticare il Buddismo, si ottiene sicuramente la Buddità. Chi è pronto a dare la propria vita, come potrà lesinare altri tesori per la Legge buddista? D’altra parte, chi esita a offrire al Buddismo i propri beni materiali, come potrà dare la vita che ha un valore di gran lunga maggiore? Secondo le regole della società, bisogna ricambiare un grande favore anche a costo della vita. Le persone che perdono la vita per il loro signore sembrano poche, ma in realtà sono abbastanza numerose. Un uomo dà la vita per il suo onore, una donna per il suo uomo. I pesci vivono nello stagno e, poiché sono attaccati alla vita, deplorando la sua scarsa profondità scavano delle buche sul fondo per nascondersi; eppure, ingannati dall’esca, abboccano all’amo. Gli uccelli vivono sugli alberi e, temendo che l’albero sia troppo basso, si appollaiano sul ramo più alto; eppure, abbagliati dall’esca, si fanno prendere nella rete. Gli uomini fanno lo stesso: perdono la vita per superficiali cose mondane, ma ben raramente la sacrificano per la grande causa del Buddismo. Per questo motivo sono pochi gli uomini che ottengono la Buddità.
Nel Buddismo si deve impiegare il metodo di shoju o di shakubuku a seconda del tempo. Sono paragonabili alle due arti della penna e della spada nelle cose del mondo. Per tale ragione i santi del passato praticarono l’insegnamento che si conveniva ai loro tempi. Sessen Doji e il principe Satta sacrificarono il loro corpo quando fu detto (al primo): «Se mi dai il tuo corpo, io ti insegnerò la Legge» e (al secondo): «[Offrire il proprio corpo] è la pratica del bodhisattva». Quando nessuno ne richiede la carne, perché dovremmo sacrificare il nostro corpo? Ma in un’epoca in cui manca la carta, dovremmo usare la nostra pelle come carta e, quando mancano i pennelli, dovremmo usare le nostre ossa come pennelli. In un’epoca in cui la società accetta la vera Legge, onora i precetti e condanna coloro che li infrangono bisogna osservare rigorosamente tutti i precetti. Quando il Confucianesimo e il Taoismo combattono il Buddismo, uno deve rischiare la vita dibattendo con l’imperatore, come fecero i monaci Tao-an, Hui-yuan e Fa-tao5 . Quando nel mondo buddista c’è confusione fra sutra hinayana e sutra mahayana, fra sutra provvisori e veri sutra, quando non si riconoscono le gemme dai ciottoli o il latte di mucca dal latte d’asina6 , bisogna distinguere rigorosamente lo Hinayana dal Mahayana, il provvisorio dal vero, l’esoterico dall’essoterico, come fecero i grandi maestri T’ien-t’ai e Dengyo.
È nella natura delle bestie minacciare il debole e temere il forte. Gli studiosi contemporanei si comportano come le bestie: disdegnano un saggio senza potere e temono gli ingiusti decreti del sovrano. Non sono altro che cortigiani servili. Solo sconfiggendo un potente avversario si può dimostrare il proprio valore. Quando un governante malvagio, per distruggere la vera Legge, si allea con preti eretici e bandisce un uomo saggio, chi ha un cuore di leone otterrà sicuramente la Buddità. Così ha fatto Nichiren. Non dico questo per arroganza, ma perché sono animato dalla forte volontà di preservare la vera Legge. Un uomo arrogante si impaurisce incontrando un forte nemico, come l’arrogante Ashura che si rimpicciolì e si nascose in un fiore di loto del lago Munetchi quando fu redarguito da Taishaku. Persino una sola parola o una sola frase della vera Legge, se è in accordo con il tempo e la predisposizione della gente, ci farà entrare sicuramente nella strada dell’Illuminazione, mentre ciò non sarà possibile anche studiando mille sutra o diecimila trattati, se non si accordano con il tempo e con la predisposizione della gente. Sono ormai passati ventisei anni dalla battaglia di Hoji7 e quest’anno si è combattuto di nuovo l’11 e il 17 febbraio8 . I non buddisti e gli uomini malvagi non possono distruggere la vera Legge del Budda: solo i discepoli del Budda possono distruggerla. Come dice il sutra: «Un parassita nelle viscere del leone lo divora». Un uomo molto fortunato non può essere rovinato dai nemici, ma solo dagli amici. Questo è il «disastro delle lotte intestine»9 di cui parla il Sutra Yakushi. Il Sutra Ninno dice: «Quando il santo abbandona il paese, accadono inevitabilmente i sette disastri». Il Sutra Konkomyo dice: «Tutti i trentatré dèi celesti sono infuriati perché il governante lascia che il male dilaghi nel paese senza porvi rimedio». Benché Nichiren non sia un santo, poiché abbraccia il Sutra del Loto esattamente come il Budda ha insegnato, è come un santo. Inoltre, poiché conosce perfettamente come vanno le cose del mondo, ciò che ha predetto si è verificato e, dal momento che ciò che ha predetto per la vita presente non era sbagliato, non dovete neanche dubitare di ciò che predice per la vita futura.
Nichiren è il pilastro, il sole, la luna, lo specchio e l’occhio del clan reggente del Kanto10. «Quando avrete allontanato Nichiren, accadranno inevitabilmente i sette disastri», questo dissi a gran voce quando fui arrestato il 12 settembre dello scorso anno. Non si sono forse verificati dopo solo sessanta giorni e poi dopo centocinquanta giorni? E questo non è che il fiore; quanti lamenti ci saranno quando apparirà il frutto! Gli stolti si chiedono: «Se Nichiren è un santo, perché è incorso nelle persecuzioni del governo?» Nichiren lo aveva previsto da tempo.
Il re Ajatashatru era un figlio che uccise il padre e torturò la madre, ma i suoi sei ministri lo lodarono; Devadatta era un uomo che uccise un arhat e fece sanguinare il Budda, ma Kokalika11 e altri se ne rallegrarono. Nichiren è il padre e la madre del clan al potere, è come un Budda o un arhat dell’epoca presente; il governante e i sudditi che si rallegrano del suo esilio, sono persone veramente miserande. I monaci eretici che si lamentano di veder rivelati i loro errori, per il momento si rallegrano, ma un giorno i loro lamenti non saranno minori di quelli di Nichiren e dei suoi seguaci. La loro gioia è come quella di Fujiwara Yasuhira12 quando uccise il fratello e Minamoto Yoshitsune. Il demone che sterminerà il clan al potere dev’essere già entrato in questo paese. Questo è il significato del passo del Sutra del Loto «Il demone entra nel loro corpo»13 .
Anche le persecuzioni che Nichiren sta subendo non sono che un effetto del karma passato. Il capitolo Fukyo afferma: «…dopo aver espiato le sue colpe», intendendo che il bodhisattva Fukyo fu insultato e percosso da innumerevoli persone che disprezzavano la Legge, a causa del suo karma passato. A maggior ragione questo è il caso di Nichiren che in questa esistenza è nato povero e umile in una famiglia chandala14. Benché il mio cuore possa avere un po’ di fede nel Sutra del Loto, il mio corpo ha l’aspetto di un uomo, ma è un corpo animale che si è nutrito di pesce e pollo e fu concepito dai fluidi maschile e femminile. In questo corpo risiede il mio spirito, come la luna riflessa sull’acqua fangosa o l’oro contenuto in una borsa lurida. Poiché il mio cuore crede nel Sutra del Loto, non temo né Bonten né Taishaku, ma il mio corpo è quello di un animale. A causa della disparità fra corpo e spirito, è naturale che gli stolti mi deridano. Il mio spirito, di fronte al corpo, è paragonabile alla luna e all’oro. Chi può conoscere quali offese alla Legge ho commesso in passato? Forse ho lo spirito del prete Shoi15 o l’anima di Mahadeva16. Forse discendo da coloro che perseguitarono Fukyo. Ero fra quelli che persero la fede17? O uno dei cinquemila arroganti18? Oppure ho fatto parte del terzo gruppo dei discepoli del Budda Daitsu? È impossibile valutare il proprio karma. Una bella spada si ottiene battendo il ferro incandescente. I santi e i saggi sono provati dalle calunnie. La mia attuale disgrazia non è dovuta ad alcun crimine mondano, ma soltanto perché possa espiare in questa esistenza il karma del passato ed essere libero dai tre cattivi sentieri nella esistenza futura.
Il Sutra Hatsunaion afferma: «Nelle epoche future, ci saranno uomini i quali, benché indossino la tonaca, diventino monaci e studino la mia Legge, saranno pigri e negligenti e insulteranno i sutra mahayana. Sappiate che costoro sono gli stessi che oggi stanno seguendo religioni eretiche». Chi legge queste parole del sutra dovrebbe riflettere su se stesso: il Budda dice che i nostri contemporanei, che si fanno monaci e indossano la tonaca ma sono pigri e negligenti, sono stati discepoli dei sei maestri non buddisti all’epoca di Shakyamuni. Gli accoliti di Honen e di Dainichi sono conosciuti come setta Nembutsu e setta Zen. I primi, con le quattro parole “scartare, chiudere, ignorare e abbandonare”, proibiscono il Sutra del Loto e raccomandano di recitare soltanto il nome di Amida, un Budda degli insegnamenti provvisori; i secondi, con la frase “trasmissione speciale al di fuori dei sutra”, deridono il Sutra del Loto dicendo che è come un dito che indica la luna, una semplice sfilza di parole.
Queste persone sono seguaci dei sei maestri (non buddisti) rinati soltanto ora nel mondo buddista. Quando nel Sutra del Nirvana il Budda emanò un fascio di luce illuminando i centotrentasei inferni sotterranei, non avrebbe dovuto esserci un solo peccatore perché con il capitolo Juryo del Sutra del Loto tutti ebbero la possibilità di raggiungere l’Illuminazione. Purtroppo invece, vi trovò coloro che disprezzano la Legge, i cosiddetti icchantika19, trattenuti dai guardiani dell’inferno. Quegli icchantika rinascendo si sono moltiplicati e sono diventati l’attuale popolazione giapponese. Poiché Nichiren già nel passato ha offeso la Legge, in questa vita è stato un praticante del Nembutsu e per vari anni, vedendo un praticante del Sutra del Loto, lo ha criticato dicendo: «Nessuno ha mai raggiunto l’Illuminazione con il Sutra del Loto»20, oppure: «Neanche uno su mille»21. Ora che mi sono risvegliato dall’intossicazione dell’offesa alla Legge, mi sento come un figlio che si è ubriacato e nella sua incoscienza picchia i genitori senza darsene pensiero, ma poi, passata la sbornia, se ne rammarica amaramente. Ma il rimorso non serve a nulla, la sua colpa non si può cancellare. Quanto più profonda sarà la macchia causata dalle passate offese alla Legge! Un sutra22 afferma che il nero del corvo e il bianco dell’airone sono macchie indelebili lasciate dal karma di esistenze precedenti. I non buddisti non lo sanno e dicono che è opera della natura.
Gli uomini di oggi, quando cerco di salvarli denunciando le loro offese alla Legge, rispondono adducendo varie scuse, dicono che loro non offendono la Legge e controbattono che, comunque sia, anche Honen ha scritto di chiudere le porte al Sutra del Loto. Lasciando da parte i preti Nembutsu, anche i preti della setta Tendai e della Shingon appoggiano attivamente i preti Nembutsu. Il 16 e 17 gennaio di quest’anno, centinaia di preti e credenti Nembutsu e di altre sette della provincia di Sado, sono venuti da Nichiren. Il capo della setta Nembutsu, di nome Insho-bo, disse: «Il santo Honen non ha scritto di scartare il Sutra del Loto, ha scritto che tutti devono recitare il Nembutsu che senza dubbio porterà grandi benefici dopo la morte. Persino i preti Tendai dello Onjo-ji e dell’Enryaku-ji23 esiliati in quest’isola, lodano Honen dicendo “eccellente, eccellente”! Come osi tu confutarlo?». Costoro sono ancora più ignoranti dei preti Nembutsu di Kamakura. Fanno solo pietà!
Come sono terribili le offese alla Legge commesse da Nichiren nelle esistenze passate e nella presente! Dal momento che voi siete nati in questo paese e siete diventati discepoli di un simile uomo, non so cosa vi potrà succedere. Il Sutra Hatsunaion dice: «Uomini di devota fede, poiché avete commesso innumerevoli peccati e creato molto cattivo karma nel passato, riceverete la retribuzione per ciascuna delle vostre colpe: sarete insultati, avrete un brutto aspetto, mancherete di vesti e di cibo, cercherete invano la ricchezza, nascerete in una famiglia povera o eretica, sarete perseguitati dal sovrano». Inoltre afferma: «È grazie ai meriti acquistati proteggendo la vera Legge che si può diminuire in questa vita la propria sofferenza e retribuzione karmica». Se non fosse per Nichiren, queste parole del sutra sarebbero tutte menzogne del Budda. Solo Nichiren le ha sperimentate su di sé tutte e otto: 1) essere disprezzato; 2) avere un brutto aspetto; 3) mancare di vesti; 4) mancare di cibo; 5) cercare invano la ricchezza; 6) nascere in una famiglia povera; 7) nascere in una famiglia eretica; 8) essere perseguitato dal sovrano. Chi scala un’alta montagna, deve necessariamente discenderne. Chi disprezza gli altri, sarà a sua volta disprezzato. Chi critica quelli che hanno un bell’aspetto, nascerà brutto. Chi ruba il cibo e le vesti altrui, cadrà sicuramente nel mondo di Fame. Chi deride gli uomini nobili e virtuosi, nascerà in una famiglia povera. Chi calunnia una famiglia che abbraccia la vera Legge, nascerà in una famiglia eretica. Chi ride di coloro che osservano i precetti, nascerà umile e sarà perseguitato dal sovrano. Questa è la legge generale di causa ed effetto.
Nichiren non è stato colpito da queste otto grandi disgrazie per questa legge causale, ma perché ha criticato in passato i praticanti del Sutra del Loto e perché ha messo in ridicolo, ora esaltandolo ora denigrandolo, un sutra come il Sutra del Loto, che è come due lune una accanto all’altra, come due stelle congiunte, come due monti Hua24 uno sull’altro, come due gemme unite. Queste otto disgrazie avrebbero dovuto apparire in successive vite future una alla volta, ma poiché Nichiren ha denunciato così severamente i nemici del Sutra del Loto, sono apparse tutte insieme in questa esistenza. Per esempio, se un contadino ha dei debiti con il padrone della terra e con altri, finché rimane nel suo paese, gli concederanno delle proroghe di anno in anno senza perseguitarlo spietatamente, ma se si allontana dal luogo in cui vive, tutti i creditori si precipiteranno da lui. Perciò il sutra dice: «Grazie al merito di aver protetto la Legge, si può alleggerire … la propria sofferenza e retribuzione».
Il Sutra del Loto dice: «Ci saranno molte persone ignoranti che ci perseguiteranno e ci attaccheranno con spade e bastoni, con pietre e mattoni… ci denunceranno al sovrano, ai ministri, ai brahamani e alle altre autorità … saremo esiliati più e più volte»25. Se i guardiani dell’inferno non li tormentassero, i peccatori non potrebbero uscire dall’inferno. Se oggi non ci fossero le autorità che lo perseguitano, Nichiren non potrebbe espiare le passate offese alla Legge. Nichiren è come il bodhisattva Fukyo che visse in tempi remoti, e la gente di questa epoca è simile alle quattro categorie di persone26 che perseguitarono Fukyo. Le persone sono diverse, ma la causa è la stessa. Le persone che uccidono i loro genitori sono diverse, ma tutte cadono nello stesso inferno di sofferenza incessante. Dal momento che Nichiren sta formando la stessa causa di Fukyo, non diventerà un Budda come Shakyamuni? Inoltre, quelli che adesso lo perseguitano sono come Bhadrapala27 e gli altri che perseguitarono Fukyo, e saranno torturati nell’inferno Avichi per mille eoni. Per questo motivo provo pietà di loro e mi domando cosa si può fare. Quelli che dapprima insultarono e perseguitarono Fukyo, più tardi si convertirono e divennero suoi seguaci. La maggior parte dei loro peccati fu espiata, ma per la piccola parte rimasta dovettero soffrire quanto un uomo che ha ucciso i suoi genitori mille volte. Le persone di questa epoca rifiutano di convertirsi e perciò soffriranno per interminabili eoni, come è scritto nel capitolo Hiyu, forse addirittura per la durata di sanzen o di gohyaku-jintengo.
A parte costoro, ci sono quelli che sembravano credere in Nichiren, ma hanno cominciato a dubitare dopo ciò che gli è successo. Essi non solo hanno abbandonato il Sutra del Loto, ma si credono tanto saggi da poter istruire Nichiren. La cosa pietosa è che questi discepoli rinnegati soffriranno nell’inferno Avichi ancora più a lungo dei credenti Nembutsu. Ashura sosteneva che per il Budda esistono solo diciotto elementi sensoriali28 mentre per lui sono diciannove. I brahamani affermavano che il Budda offriva una sola strada all’Illuminazione, mentre loro ne avevano novantacinque. Allo stesso modo, i discepoli rinnegati dicono che Nichiren è il loro maestro, ma che è troppo rigido ed essi propagheranno il Sutra del Loto in modo più flessibile. Sono ridicoli, ridicoli come la luce della lucciola che ride del sole e della luna, come il formicaio che guarda dall’alto in basso il monte Hua, come una pozzanghera che disprezza il grande mare o come una gazza che prende in giro la fenice cinese.
Nichiren

Il 20 marzo del nono anno di Bun’ei (1272)

C’è pochissima carta per scrivere qui nella provincia di Sado, e scrivervi individualmente richiederebbe troppo tempo. Ma se trascuro anche una sola persona, questa potrebbe risentirsi. Perciò vorrei che tutti i credenti sinceri si riunissero e si incoraggiassero leggendo insieme questa lettera. Quando un disastro colpisce, i piccoli problemi diventano insignificanti. Non so se le notizie sono vere o false, ma ci sarà molto dolore per i morti nelle recenti battaglie. Cosa è stato di Iwaza-no Nyudo e Sakabe-no Nyudo29? Mandatemi notizie di Kawanobe, Yamashiro, Tokugyo-ji30 e degli altri. Per favore, inviatemi anche Elementi di governo dell’Era Chen-kuan31, Antologia di racconti32 e Insegnamenti esoterici delle otto sette33. Senza questi non posso neanche scrivere una lettera.

NOTE:
1. Tonotsuji Juro: sincero credente che viveva a Tonotsuji, Kamakura.
2. Sajiki-no Ama: credente di Kamakura.
3. Geten sho: raccolta di scritture non buddiste.
4. Sutra del Loto, cap. 23.
5. Tao-an (314-385), Hui-yuan (523-592) e Fao-tao (1086-1147): preti che dedicarono tutta la vita alla propagazione del Buddismo.
6. Latte di mucca e latte d’asina: il latte di mucca indica il Sutra del Loto, mentre il latte d’asina, ritenuto un veleno, indica gli altri sutra.
7. Battaglia di Hoji: battaglia combattuta nel 1247 fra i clan Hojo e Myura per il controllo della reggenza e vinta dal clan Hojo.
8. Ribellioni istigate da Hojo Tokisuke, un influente funzionario di Kyoto, che tentò di rovesciare il fratellastro, il reggente Hojo Tokimune.
9. Disastro delle lotte intestine: una delle tre calamità e sette disastri.
10. Kanto: in questo caso indica il governo di Kamakura.
11. Kokalika: appartenente al clan degli Shakya, entrò nel clero per ordine del padre del Budda, Shuddhodana. In seguito cadde sotto l’influenza di Devadatta.
12. Fujiwara Yasuhira (1155-1189): figlio di Fujiwara Hidehira, signore della provincia di Mutsu, uccise il fratello e usurpò il potere. Per ordine di Minamoto no Yoritomo, Shogun di Kamakura, uccise Minamoto Yoshitsune, fratello dello Shogun. In seguito Yoritomo lo fece condannare a morte per consolidare il suo potere nel Giappone settentrionale.
13. Sutra del Loto, cap. 13.
14. Chandala: la classe più bassa, quella dei cosiddetti “fuoricasta”, composta da coloro il cui mestiere richiedeva di uccidere creature viventi. Il Daishonin era nato in una famiglia di pescatori.
15. Shoi: appare nell’ultimo giorno del Budda Shishionno. Si dice che sia caduto vivo nell’inferno per aver calunniato il bodhisattva Kikon.
16. Mahadeva: un bramano nato circa cento anni dopo Shakyamuni. Commise tre peccati cardinali uccidendo il padre, la madre e un arhat. Si pentì ed entrò nel clero, ma ruppe l’unità dei credenti corrompendo gli insegnamenti ortodossi.
17. Quelli che persero la fede: persone che a causa delle loro offese alla Legge non ricordano di aver ricevuto dal Budda il seme dell’Illuminazione nel lontano passato di gohyaku-jintengo.
18. Cinquemila arroganti: persone (monaci, monache, laici e laiche) che, convinte di aver ormai compreso il Buddismo, abbandonarono l’assemblea quando Shakyamuni cominciò a esporre il Sutra del Loto.
19. Icchantika: talvolta tradotto come “persone dall’incorreggibile miscredenza”, nella tradizione buddista questo termine indica coloro che non hanno fede e non aspirano all’Illuminazione, e che perciò non hanno alcuna prospettiva di ottenere la Buddità.
20. Anraku-shu, vol. 1.
21. Ojo-raisan.
22. Sutra Ryogon.
23. Onjo-ji ed Enryaku-ji: il tempio Onjo-ji (o Mii-dera) a Kyoto divenne il centro della scuola Jimon della setta Tendai quando nel 993 i discepoli di Chisho abbandonarono l’Enryaku-ji situato sul monte Hiei. Il tempio Enryaku-ji divenne il centro della scuola Sanmon della setta Tendai.
24. Hua: una delle cinque più alte montagne della Cina.
25 Sutra del Loto, cap. 13.
26. Quattro categorie di persone: monaci, monache, laici e laiche.
27. Bhadrapala: uno dei principali persecutori del bodhisattva Fukyo. Si dice che abbia sofferto in un inferno senza fine.
28. Diciotto elementi sensoriali: i sei sensi (vista, udito, olfatto, gusto, tatto e pensiero come coordinatore e come senso a sé) con i relativi sei organi di senso e i sei oggetti esterni (colori, suoni, ecc.).
29. Izawa-no Nyudo e Sakabe-no Nyudo: fedeli discepoli di Kamakura. Poco si sa di loro.
30. Kawanobe, Yamashiro e Tokugyo-ji: seguaci del Daishonin che sarebbero stati imprigionati in una cella sotterranea dopo la persecuzione di Tatsunokuchi.
31. Elementi di governo dell’Era Chen-kuan (627-649): scritto da Wu Ching durante la dinastia T’ang, analizza i rapporti politici fra sovrano e sudditi.
32. Antologia di racconti: raccolta di letteratura non buddista.
33. Insegnamenti esoterici delle otto sette: dottrine esoteriche delle otto principali sette del Giappone medievale: Kusha, Jojitsu, Ritsu, Hosso, Sanron, Kegon, Shingon e Tendai.


Sado Gosho (Toki Dono-to Gohenji)
Gosho Zenshu, pag. 956
Scritto il 20 marzo 1272, a 51 anni, da Sado
Destinato a Toki Jonin e tutti i credenti

CENNI STORICI - Questo Gosho è datato 20 marzo 1272 ed è indirizzato a Toki Jonin e a tutti gli altri credenti. Il Daishonin aveva allora 51 anni e si trovava in esilio a Sado dal 28 ottobre dell’anno precedente. Giunto sull’isola, gli venne assegnato come alloggio una piccola cappella in rovina, il Sammai-do, che sorgeva a Tsukahara, un campo usato come cimitero dei poveri. La capanna del Daishonin era esposta alle intemperie ed era piena di neve che cadeva dal tetto fatiscente. Pare che il Daishonin avesse solo un pagliericcio per proteggersi dal freddo e possedesse soltanto pochi vestiti di canapa grezza e una specie di mantella di paglia. Non c’era il fuoco e neppure una lampada per illuminare l’oscurità. Non aveva neanche cibo sufficiente per sfamarsi. Le autorità erano sicure che in queste condizioni non sarebbe riuscito a sopravvivere. Oltre alla mancanza di cibo, doveva affrontare l’ostilità della gente del luogo, per la maggior parte seguace del Nembutsu, che lo odiava a causa dei suoi attacchi alla loro setta e attendeva con impazienza la sua morte. Nonostante tutte queste difficoltà, fu proprio a Sado che egli scrisse alcuni dei suoi insegnamenti più importanti, compreso L’apertura degli occhi.
Circa due mesi prima di scrivere questo Gosho, il 16 e 17 gennaio si era tenuto il dibattito di Tsukahara su suggerimento del governatore di Sado, Rokurozaemon. Nel dibattito il Daishonin sconfisse facilmente tutti gli avversari mettendone in evidenza la grande ignoranza in materia di dottrine buddiste. Molti si convertirono, compresa la moglie del governatore. Rokurozaemon stesso, benché non si fosse convertito, cambiò atteggiamento e da allora rispettò il Daishonin e ne seguì i consigli.

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