![]() ![]() ![]() ![]() Gli scritti di Nichiren Daishonin
L'unica frase essenzialePrima di tutto, fare una domanda sul Sutra del Loto è per
te una rara sorgente di fortuna. In questa epoca dell’Ultimo
giorno della Legge, coloro che fanno domande sul significato anche
di una sola frase o verso del Sutra del Loto sono molti meno di
quelli che possono scagliare il grande monte Sumeru sopra un’altra
terra come se fosse un sasso, o di quelli che possono calciare lontano
l’intera galassia come se fosse una palla. Sono addirittura
meno di coloro i quali possono abbracciare e insegnare innumerevoli
altri sutra, mettendo così in grado i preti e i laici che
li ascoltano di ottenere i sei poteri mistici1. Altrettanto raro
è un prete che possa spiegare il significato del Sutra del
Loto e che possa rispondere chiaramente a domande riguardo a esso.
Il capitolo Hoto nel quarto volume del Sutra del Loto espone l’importante
principio delle sei azioni difficili e delle nove azioni facili.
Il fatto che tu ponga una domanda sul Sutra del Loto, fa parte delle
sei azioni difficili. Questo è un indizio sicuro che, se
abbracci il Sutra del Loto, sicuramente raggiungerai la Buddità.
Dato che il Sutra del Loto definisce la nostra vita come la vita
del Budda, la nostra mente come la saggezza del Budda e le nostre
azioni come il comportamento del Budda, tutti quelli che abbracciano
e credono anche in una singola frase o verso di questo sutra, saranno
dotati di queste tre proprietà. Nam-myoho-renge-kyo è
solo una frase, ma contiene l’essenza dell’intero sutra.
Tu hai chiesto se si possa raggiungere la Buddità solo recitando
Nam-myoho-renge-kyo e questa è la domanda più importante
di tutte. È il cuore dell’intero sutra e la sostanza
dei suoi otto volumi. Lo spirito di una persona alta cinque o sei
shaku2 può apparire con chiarezza sul suo volto, che misura
un solo shaku, e nel suo volto può apparire precisamente
negli occhi, che misurano un solo sun3. Nella parola Giappone è
incluso tutto ciò che si trova nelle sessantasei province:
tutte le persone e gli animali, le risaie e gli altri campi, i poveri
e i ricchi, i nobili e le persone comuni, i sette tipi di gemme4
e tutti gli altri tesori. Allo stesso modo, nel Daimoku, Nam-myoho-renge-kyo,
è contenuto l’intero sutra, con tutti gli otto volumi,
ventotto capitoli e 69.384 caratteri, senza eccezione. A questo
proposito, Po Chu-i5 affermò che il titolo sta al sutra come
gli occhi stanno al Budda. Nell’ottavo volume del suo Hokke
mongu ki, Miao-lo affermò che l’Hokke gengi di T’ien-t’ai
spiega solo il titolo ma che, in questo modo, vi è incluso
l’intero sutra. Con ciò egli intendeva dire che, sebbene
il testo fosse omesso, l’intero sutra era contenuto nel suo
titolo. Ogni cosa ha il suo punto fondamentale e il cuore del Sutra
del Loto è il suo Daimoku, Nam-myoho-renge-kyo. In verità,
se lo reciti mattina e sera, stai leggendo correttamente l’intero
Sutra del Loto. Recitare Daimoku due volte equivale a leggere due
volte l’intero sutra, cento Daimoku equivalgono a cento letture
del sutra e mille Daimoku a mille letture. Quindi, se reciti incessantemente
Daimoku, leggerai incessantemente il Sutra del Loto. I sessanta
volumi6 della dottrina di T’ien-t’ai danno esattamente
la stessa interpretazione. Il 3 luglio del primo anno di Koan (1278)
Myoho Ama Goze Gohenji (Ikku Kanjin no Koto) CENNI STORICI - Questo Gosho è stato scritto il 3 luglio
del 1278, un anno prima dell’iscrizione del Dai-Gohonzon,
quando il Daishonin si trovava sul monte Minobu; è indirizzato
a Myoho-ama, di cui si sa molto poco: era una fedele seguace che
viveva a Okamiya nella provincia di Suruga. Torna a inizio pagina
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