Domanda: Nel capitolo Hoben del primo volume del Sutra del Loto
si legge: «La realtà di tutti i fenomeni può
essere compresa e condivisa solo fra Budda. In ogni fenomeno, tale
è l’aspetto, tale la natura… tale è la
coerenza dall’inizio alla fine»1. Cosa significa questo
brano?
Risposta: Esso significa che le entità degli esseri viventi
e dei loro ambienti in ciascuno dei dieci mondi, dall’Inferno
il più basso alla Buddità il più elevato, sono
tutte, senza eccezioni, manifestazioni di Myoho-renge-kyo. Se esiste
un ambiente, deve esserci necessariamente un essere vivente. Miao-lo
afferma: «Sia l’essere vivente (shoho) che il suo ambiente
(eho) manifestano sempre Myoho-renge-kyo»2. Afferma inoltre:
«La vera entità è invariabilmente rivelata in
tutti i fenomeni e tutti i fenomeni possiedono invariabilmente i
dieci fattori. I dieci fattori agiscono invariabilmente nei dieci
mondi e i dieci mondi racchiudono invariabilmente “corpo e
terra”»3. E più oltre: «Sia l’essere
che l’ambiente dell’Inferno esistono nel cuore del Budda.
Il “corpo e la terra” del Budda Vairochana non trascendono
l’ichinen dei comuni mortali»4. Spiegazioni così
precise non lasciano spazio a dubbi. Quindi, l’aspetto di
tutta la vita dell’universo non è altro che i cinque
caratteri di Myoho-renge-kyo. Anche i due Budda, Shakyamuni e Taho,
quando ci concessero il beneficio dei cinque caratteri di Myoho-renge-kyo,
apparvero con l’aspetto dei due Budda che, seduti nella Torre
Preziosa, si scambiarono un segno di reciproco assenso.
Nessuno tranne Nichiren ha mai rivelato questo insegnamento. T’ien-t’ai,
Miao-lo e Dengyo lo conoscevano nel loro cuore, ma non lo espressero
a parole e lo custodirono dentro di sé. C’erano dei
motivi per questo: perché essi non erano stati designati
(a propagarlo), perché il tempo non era ancora giunto e perché
essi non erano i discepoli del Budda del remoto passato. Nessuno
tranne Jogyo, Muhengyo e le altre guide dei bodhisattva emersi dalla
terra, può apparire nei primi cinquecento anni dell’Ultimo
giorno per propagare i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo, e non
può nemmeno rappresentare concretamente la cerimonia dei
due Budda seduti nella Torre Preziosa. Il motivo di ciò è
che questa è la dottrina della “realtà di ichinen
sanzen”5 contenuta nel profondo del capitolo Juryo.
Pertanto, anche i due Budda Shakyamuni e Taho non sono che funzioni
del vero Budda, mentre Myoho-renge-kyo è il vero Budda. Il
sutra spiega ciò come «il segreto e il mistico potere
del Tathagata»6. “Il segreto” è l’entità
dei tre corpi7, è il vero Budda; “il mistico potere”
è la funzione dei tre corpi, è il Budda transitorio.
Il comune mortale è l’entità dei tre corpi,
è il vero Budda; il Budda è la funzione dei tre corpi,
è un Budda transitorio. Si ritiene che Shakyamuni fosse dotato
delle tre virtù di sovrano, maestro e genitore per la salvezza
di noi comuni mortali, ma al contrario è il comune mortale
che ha dotato il Budda delle tre virtù.
T’ien-t’ai così spiega chi è il Tathagata:
«Nyorai è il titolo dei Budda delle dieci direzioni
e delle tre esistenze, dei due Budda8, dei tre Budda9 e di tutti
i Budda, veri e transitori»10. Qui il “vero Budda”
è il comune mortale, mentre “Budda transitorio”
sta a indicare il Budda. Tuttavia c’è una differenza
tra un Budda e un comune mortale, in quanto un comune mortale è
illuso mentre un Budda è illuminato. Il comune mortale non
sa di possedere sia l’entità che la funzione dei tre
corpi del Budda.
“Tutti i fenomeni” nel sutra si riferisce ai dieci mondi,
e rappresenta quindi la “realtà”. Realtà
è un’altra espressione per Myoho-renge-kyo e tutti
i fenomeni manifestano Myoho-renge-kyo. L’Inferno ha un aspetto
infernale: questa è la realtà dell’Inferno.
Quando è sostituito dall’Avidità, la realtà
dell’Inferno non esiste più. La Buddità mostra
l’aspetto del Budda e l’Umanità quello dell’uomo.
Shoho jisso quindi vuol dire che tutti i fenomeni sono di per sé
manifestazioni di Myoho-renge-kyo. Questo è il significato
della frase “tutti i fenomeni rivelano la realtà”.
T’ien-t’ai afferma: «Il profondo principio della
realtà è la Legge originale di Myoho-renge-kyo»11.
In questa frase, la parola “realtà” indica l’insegnamento
di shakumon e “Legge originale di Myoho-renge-kyo” indica
l’insegnamento di honmon. Medita profondamente su queste parole
di T’ien-t’ai.
Benché indegno di questo onore, Nichiren fu il primo a diffondere
la Legge mistica che il bodhisattva Jogyo doveva propagare nell’Ultimo
giorno della Legge, e per primo ha rappresentato concretamente il
Budda Shakyamuni, Budda del remoto passato del capitolo Juryo, il
Budda Taho che apparve quando fu predicato il capitolo Hoto e i
Bodhisattva della Terra che emersero nel capitolo Yujutsu. Per quanto
la gente possa odiare Nichiren, niente può influenzare la
sua convinzione interiore. Di conseguenza, l’aver esiliato
una persona come Nichiren in quest’isola lontana è
una colpa che non potrà mai venire espiata, neanche col passare
di innumerevoli eoni. Nel capitolo Hiyu si legge: «Per spiegare
completamente la loro colpa non sarebbe sufficiente un intero eone».
D’altra parte, neanche la saggezza del Budda è sufficiente
a calcolare i meriti che si acquistano facendo offerte a Nichiren
e diventando suoi discepoli. Il capitolo Yakuo afferma: «Neppure
con la saggezza del Budda si può calcolare la grandezza dei
meriti».
Nichiren è il solo che abbia iniziato a realizzare la missione
dei Bodhisattva della Terra. Potrebbe addirittura essere uno di
loro. E se Nichiren è un Bodhisattva della Terra, non lo
sono anche i suoi discepoli e seguaci? Il capitolo Hosshi afferma:
«Se qualcuno insegna segretamente a una persona il Sutra del
Loto, anche una sola frase, si sappia che in verità egli
è l’inviato del Budda, mandato per realizzare l’opera
del Budda». A chi altri possono riferirsi queste parole?
Quando uno è lodato dagli altri, sente sorgere in sé
la volontà di riuscire a qualunque costo. Tale è il
coraggio che deriva dalle parole di lode. Il devoto che nasce nell’Ultimo
giorno della Legge e propaga il Sutra del Loto, incontrerà
i tre potenti nemici, sarà esiliato e persino condannato
a morte. Ma il Budda Shakyamuni avvolgerà nella sua veste
di compassione colui che, nonostante tutto, persevererà nella
propagazione. Tutti gli dèi gli faranno offerte, lo sosterranno
con le spalle e lo porteranno sul dorso. Sarà una persona
di grande virtù, sarà la guida di tutta l’umanità.
Così lodato dal Budda Shakyamuni, dal Budda Taho e da tutti
gli altri Budda e bodhisattva, dalle sette generazioni di dèi
celesti e dalle cinque generazioni di dèi terreni12, da Kishimojin
e dalle sue dieci figlie, dai quattro Re celesti, da Bonten, da
Taishaku, dal re Emma, dalle divinità delle acque, dei venti,
dei mari e delle montagne, dal Budda Dainichi, dai bodhisattva Fugen
e Monju e dagli dèi del Sole e della Luna, Nichiren ha potuto
sopportare innumerevoli persecuzioni. Quando siamo lodati, non consideriamo
il nostro rischio personale, quando al contrario siamo criticati,
possiamo incautamente causare la nostra rovina. Così son
fatti gli uomini!
Qualunque cosa accada, mantieni sempre la tua fede come devoto del
Sutra del Loto e come discepolo di Nichiren. Se hai la stessa mente
di Nichiren, devi essere un Bodhisattva della Terra, e se sei un
Bodhisattva della Terra, senza dubbio sei stato un discepolo del
Budda dal più remoto passato. Il capitolo Yujutsu afferma:
«Io li ho istruiti sin dal più remoto passato».
Non possono esserci discriminazioni fra coloro che propagano i cinque
caratteri di Myoho-renge-kyo nell’Ultimo giorno della Legge,
siano essi uomini o donne: se non fossero Bodhisattva della Terra,
non potrebbero recitare il Daimoku. Dapprima solo Nichiren recitò
Nam-myoho-renge-kyo, ma poi due, tre, cento lo seguirono, recitando
e insegnando agli altri. Questo accadrà anche in futuro.
Non vuol dire ciò “emergere dalla terra”? Infine
al tempo di kosen-rufu l’intera nazione giapponese reciterà
Nam-myoho-renge-kyo, questo è certo come una freccia che,
puntata verso terra, colpirà sicuramente il suo bersaglio.
Ma adesso devi farti una reputazione come devoto del Sutra del Loto
e dedicarti ad esso. Il Budda Shakyamuni e il Budda Taho, seduti
nella Torre Preziosa sospesa nell’aria, circondati da tutti
gli altri Budda e bodhisattva, si scambiarono un cenno d’assenso:
la loro decisione riguardava unicamente la perpetuazione della Legge
nell’Ultimo giorno. Quando il Budda Taho ebbe offerto al Budda
Shakyamuni un posto al suo fianco, e fu innalzato il vessillo di
Myoho-renge-kyo, i due capi dell’assemblea presero la loro
decisione. Ci può forse essere qualcosa di falso? Essi convennero
di permettere a tutti noi, persone ordinarie, di ottenere la Buddità.
Sebbene io non sia stato presente alla cerimonia, guardando il sutra,
questo mi è chiaro come il cristallo. D’altra parte,
potrei anche essere stato alla cerimonia, ma dato che sono un comune
mortale, è al di là del mio potere conoscere il passato.
Nel presente, è evidente che io sono il devoto del Sutra
del Loto, inoltre nel futuro raggiungerò sicuramente il seggio
dell’Illuminazione. Giudicando il passato da questo punto
di vista, io devo essere stato alla Cerimonia nell’aria. Non
ci può essere discontinuità tra passato, presente
e futuro.
Poiché io vedo le cose in questo modo, provo una gioia senza
limiti anche se adesso sono in esilio. Si piange sia per la gioia
che per il dolore. Le lacrime sono comuni al bene e al male. I mille
arhat versarono lacrime ricordando il Budda e piangendo il bodhisattva
Monju pronunciò Myoho-renge-kyo. Fra quei mille arhat, il
venerabile Ananda replicò in lacrime: «Così
io ho udito» e gli altri novecentonovanta diluirono l’inchiostro
con le loro lacrime e scrissero «Myoho-renge-kyo» seguito
da «Così io ho udito». Anche io, Nichiren, piango
come loro: sono adesso in esilio per aver diffuso i cinque o sette
caratteri di Myoho-renge-kyo, perché anch’io “così
ho udito” i Budda Shakyamuni e Taho quando lasciarono Myoho-renge-kyo
per il bene futuro di tutta la popolazione del Giappone. Piango
quando penso alla grande persecuzione in questa esistenza, e non
posso trattenere lacrime di gioia quando penso all’Illuminazione
nel futuro. Gli uccelli e gli insetti gridano, ma non spargono lacrime.
Io, Nichiren, non grido, ma le mie lacrime fluiscono ininterrotte.
Non verso lacrime per cose mondane, ma unicamente per il Sutra del
Loto. Si possono giustamente chiamare lacrime di amrita13. Nel Sutra
del Nirvana si legge: «Tutte le lacrime che un uomo versa
nelle sue innumerevoli esistenze per la morte dei suoi genitori,
fratelli, sorelle, mogli, figli e seguaci, superano l’acqua
di tutti i mari, ma non versa una sola lacrima per il Buddismo».
Si diviene devoti del Sutra del Loto in virtù della relazione
karmica formata nel passato. La relazione karmica determina quali,
fra tanti alberi uguali, vengono scelti per farne immagini del Budda.
E sempre a causa della relazione karmica alcuni Budda nascono come
Budda transitori.
In questa lettera ho scritto il mio più importante insegnamento.
Leggila attentamente, comprendine il significato e tienilo a mente.
Credi nel Gohonzon, il supremo oggetto di culto del mondo. Rafforza
costantemente la tua fede e ricevi la protezione di Shakyamuni,
di Taho e dei tre Budda. Esercitati nelle due vie della pratica
e dello studio. Senza pratica e studio, non può esservi Buddismo.
Devi non solo perseverare tu, ma anche insegnare agli altri. Sia
la pratica che lo studio devono sorgere dalla fede. Insegna agli
altri come meglio puoi, anche una sola frase o una sola parola.
Nam-myoho-renge-kyo, Nam-myoho-renge-kyo.
Con profondo rispetto,
Nichiren
17 maggio
Poscritto: ti ho già affidato molti dei miei insegnamenti.
Quello rivelato in questa lettera è particolarmente importante.
Non c’è un mistico legame fra noi? Non sarai tu l’incarnazione
di Jogyo o degli altri tre Bodhisattva della Terra che guidavano
bodhisattva numerosi come i granelli di sabbia di sessantamila fiumi
Gange? Ci deve essere sicuramente una ragione. Ti ho dato l’insegnamento
della mia stessa vita. Anche Nichiren potrebbe essere stato uno
degli innumerevoli Bodhisattva della Terra, poiché ha recitato
Nam-myoho-renge-kyo per guidare tutti gli uomini e le donne del
Giappone. Non dice forse il sutra: «Tra i bodhisattva ve ne
sono quattro che guidano l’intera moltitudine: il primo è
chiamato Jogyo (il secondo Muhengyo, il terzo Jyogyo e il quarto
Anryugyo)»? Certamente sei diventato mio discepolo per la
nostra relazione karmica nel passato. Custodisci gelosamente per
te quanto ti ho detto. Nichiren ha qui affidato in uno scritto l’insegnamento
della sua Illuminazione. Concludo qui.
Risposta a Sairen-bo
NOTE:
1. È la parte di
Gongyo nella quale si recita: Yui butsu yo butsu … Nyoze honmak-kukyo
to.
2. Hokke mongu ki, vol. 10.
3. Kongobei-ron.
4. Ibidem.
5. “Realtà di ichinen sanzen”: (Ji no ichinen
sanzen) è il Gohonzon, contrapposto a “teoria di ichinen
sanzen” (Ri no ichinen sanzen), la teoria formulata da T’ien-t’ai.
6. Sutra del Loto, cap. 16.
7. Tre corpi (del Budda): hosshin, corpo della Legge; hoshin, corpo
di saggezza (o di retribuzione) e ojin, corpo di manifestazione.
8. Due Budda: indica un Budda nel suo stato originale e nella forma
in cui appare nel mondo per la salvezza degli uomini.
9. Tre Budda: si riferisce ai tre corpi del Budda.
10. Hokke mongu, vol. 9.
11. Fonte ignota.
12. Sette generazioni di dèi celesti: secondo la mitologia
giapponese, divinità che regnarono prima del primo imperatore,
Jimmu. Il Buddismo le considera funzioni naturali dell’universo.
13. Amrita: ambrosia celeste, dolce elisir dell’immortalità.