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sezione Buddismo
Gli scritti di Nichiren Daishonin

Virtù invisibile e ricompensa visibile

Niente in una persona è più tremendo della slealtà. Dal momento che tuo fratello maggiore e tuo fratello minore sono volontariamente diventati nemici del Sutra del Loto e ti hanno abbandonato, loro sono gli sleali e tu non sei da biasimare. Ma se trascuri di occuparti delle loro mogli, allora agirai certamente in modo sleale. Se il tuo feudo dovesse essere allargato, provvedi per loro di tasca tua, senza risparmiare alcuno sforzo per assicurare loro il benessere. Solo se agirai così i tuoi defunti genitori ti proteggeranno senza dubbio, e anche le preghiere di Nichiren otterranno risposta. Non importa quali colpe possano mostrare le mogli dei tuoi fratelli, tu non badarci. Guardando allo stato delle cose, sono convinto che basta che ti comporti come io ti consiglio perché le tue terre vengano aumentate e tu possa conquistarti la fiducia degli altri.
Come ho detto spesso, la virtù invisibile porta una ricompensa visibile. Benché tutti i tuoi colleghi samurai ti abbiano calunniato presso il tuo signore ed egli stesso abbia creduto vere tali accuse, poiché tu, per anni, hai nutrito onestamente il forte desiderio che il tuo signore si salvasse nella prossima vita, sei stato in grado di ricevere questo beneficio.
E questo non è che l’inizio: stai sicuro che la tua grande ricompensa deve ancora venire. Inoltre devi mantenere buoni rapporti con gli altri credenti e non vedere, sentire, o evidenziare in loro nulla che possa dispiacerti. Dovresti restare calmo e continuare a offrire preghiere. Quanto ti ho esposto non è soltanto un'opinione mia. È il cuore dei tremila volumi delle scritture esterne e dei cinquemila volumi delle scritture interne1.

Con mio profondo rispetto
Nichiren

23 aprile

NOTE:
1. Scritture esterne ed interne: le prime si riferiscono alle scritture non buddiste, come il Brahmanesimo e il Confucianesimo; le seconde ai sutra.


Intoku yoho Gosho
Gosho Zenshu, pag. 1178
Scritto il 23 aprile del 1278, a 57 anni, da Minobu
Destinato a Shijo Kingo

CENNI STORICI - Si pensa che questa lettera sia stata scritta a Shijo Kingo nell'aprile del primo anno di Koan (1278), mentre il Daishonin viveva sul Monte Minobu. Nell'ottobre dello stesso anno i suoi possedimenti furono allargati. Seguendo il consiglio del Daishonin, il samurai fu in grado di riconquistare la fiducia e il favore del suo signore, sanando il contrasto che li aveva divisi fin dal 1274. Dal momento che resta solo un frammento di questo Gosho, il contenuto della parte precedente ci è ignoto. Comunque, qui appare chiaro che i fratelli di Shijo Kingo avevano rinunciato alla loro fede nel Sutra del Loto e abbandonato anche i propri obblighi familiari.
Pare che il manoscritto originale di questo Gosho fosse scritto su dodici fogli di carta, i primi nove dei quali sono andati perduti. Dei restanti tre, la decima pagina fu conservata in un tempio e l'undicesima e la dodicesima in un altro. Solo le pagine undici e dodici furono incluse nel Gosho Zenshu giapponese. La pagina 10 dapprima fu considerata un frammento a sé stante, chiamato Fuko Gosho (La slealtà) e non fu inclusa nella raccolta giapponese. Studi più recenti però indicano che la pagina 10 è di fatto una porzione di questa lettera. Qui sono tradotte tutte e tre le pagine.

Ascolta la versione audio del Gosho
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