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La lettera dell'istituto in risposta all'articolo.

16/10/2013: Roma, 16 ottobre 2013 Bruno Ballardini Il Fatto Quotidiano Caro Ballardini, su una cosa posso essere sicuramente d'accordo con lei. Che la catena Feltrinelli, “che da sempre rappresenta un caposaldo della cultura laica, si sia messa improvvisamente a vendere altari da preghiera” o materiale liturgico, mi sembra decisamente eccessivo. A dire il vero, la cosa non disturba solo lei, ma anche il sottoscritto e credo molti dei 70.000 italiane ed italiani che hanno deciso di prendere fede nel Buddismo di Nichiren Daishonin così come professato dalla Soka Gakkai. Lo stesso nostro Istituto religioso, attraverso la sua casa editrice Esperia, ha più volte posto lo stesso interrogativo alla catena Feltrinelli, ma il boom della Soka Gakkai in Italia non ha evidentemente impedito che su di noi aziende private desiderino trarne profitto. Sono sicuro comunque che questo suo occuparsi di marketing religioso produrrà di certo, anche su questo, un effetto positivo per tutti. Per quanto riguarda invece il suo tentativo di produrre informazioni sulla Soka Gakkai, devo contraddirla punto dopo punto, virgola dopo virgola. Se lei sposa una tesi estrema nell'enucleare fonti “farlocche” (http://www.fiorediloto.org/sokagakkai.htm), mi lasci l'opportunità di essere apologetico con fonti ufficiali: Innanzitutto vorrei tranquillizzarla sul supposto esclusivismo. La Soka Gakkai collabora e approfondisce lo studio del Buddismo insieme a tutte le famiglie delle altre scuole buddiste. In tanti paesi europei, abbiamo deciso di aderire all'Unione Buddista come altre scuole tradizionali hanno invece deciso di non farne parte, mentre in Italia abbiamo voluto organizzarci giuridicamente in altro modo. Un esempio di sintesi in tal senso è dato dal fatto che il Presidente dell'Unione Buddista Europea é un esponente della Soka Gakkai. In secondo luogo, riaffermando l'ispirazione anche kantiana della pedagogia di Makiguchi, mi sembra fumoso e confusionario far coincidere la sua opera pedagogica con liturgie e pratiche religiose proprie del Buddismo di Nichiren Daishonin. Religione che invece spinse lo stesso fondatore della Soka Gakkai a schierarsi contro il nazionalismo e militarismo giapponese e per questo arrestato, torturato e morto in carcere (uno dei pochi leader religiosi). Veniamo dunque ai giorni nostri ed al partito politico Komeito. Come tutti i giapponesi sanno, il buddismo della Soka Gakkai é professato da più di 10.000.000 di cittadini nipponici. Il quotidiano della scuola buddista, Seikyo Shimbun, con le sue 6.000.000 di copie vendute giornalmente é uno dei principali del paese e scuole, università, musei e centri culturali da essa fondati, sono tra i più prestigiosi e frequentati del sol levante. Come in ogni paese democratico, una parte della società giapponese senz'altro criticherà liberamente la Soka Gakkai; un'altra, invece, ne apprezza le attività ed un’altra ancora ne segue gli insegnamenti, attuando questi principi in ogni campo della società, dunque anche in politica. Negli anni sessanta furono tanti i fedeli della Soka Gakkai giapponese a creare il partito Komeito per una politica pulita. Dopo anni di opposizione politica, il terzo partito politico del Paese é stato tra i promotori del Primo Centro-sinistra giapponese insieme a socialisti e social-democratici. Decidendo poi di supportare il partito di maggioranza (LDP), il Komeito si é contraddistinto anche di recente in Giappone per la riapertura delle relazioni tra Cina e Giappone e per aver impedito il tentativo dell'alleato LDP di cambiare la costituzione in senso militarista. Accostare dunque la Soka Gakkai a movimenti New Age è solo questione di spunti per opinionisti. Come in Italia oramai in molti sanno, quando si parla del Buddismo della Soka Gakkai (popolarmente e mediaticamente conosciuta come “quelli del Nam-myoho-renge-kyo”), non si parla di setta, bensì di un movimento religioso laico che affonda le sue radici in una pratica religiosa codificata nel XIII secolo e nell’antichissima tradizione Mahayana del Sutra del Loto. Per essere più espliciti: è come se il movimento dei Focolarini o la Comunità di Sant’Egidio, sorte tra gli anni sessanta e settanta fossero considerate sette pericolose fuori dalla grande famiglia della Chiesa di Roma. Sarebbe non solo inconcepibile, ma soprattutto discriminatorio verso milioni di cattolici che hanno trovato il proprio rivitalizzante senso di missione nella Chiesa universale attraverso tali movimenti postconciliari. Eppure, proprio in materia, prima di scomodare supposti o prestigiosi orientalisti, non é difficile trovare fonti attendibili: basterebbe sfogliare l'Enciclopedia delle religioni (CESNUR) di recente pubblicazione, per capire di cosa stiamo parlando (http://www.cesnur.org/religioni_italia/b/buddhismo_16.htm) Grazie ancora per l'attenzione. Molto cordialmente, Enzo Cursio Ufficio Stampa Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai Via della Marcigliana 532/9 – 00139 Roma Tel. 06872861 – fax 0687286205 e-mail: ufficio.stampa@sgi-italia.org Link all'articolo: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/10/15/feltrinelli-vende-altarini-non-ce-piu-religione/740751/

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