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Elezioni 2012: L’LPD torna al potere con una vittoria schiacciante
Abe diventa primo Ministro per la seconda volta dal 2007.
(Editoriale del Japan Times del 17 dicembre 2012)
Kyodo, Jiji
La coalizione di LPD (Partito Liberal Democratico) e Nuovo Komeito prende 325 seggi alla Camera Bassa reclamando il potere dopo tre anni di opposizione – una maggioranza talmente schiacciante da sovvertire qualsiasi votazione della Camera dei Consiglieri.
Il Primo Ministro Yoshihiko Hoda annuncia le sue dimissioni alla conferenza stampa di sabato.
La vittoria del LPD segna la fine del governo guidato dal Primo Ministro Yoshihiko Hoda, leader del Partito Democratico Giapponese (PDG), e l’ascesa del capo del LPD Shinzo Abe, un conservatore oltranzista, che è ansioso di approntare una revisione della Costituzione non belligerante e di ricominciare da dove aveva lasciato quando, cinque anni fa, rassegnò le sue dimissioni.
Solo Shigeru Ioshida, dalla seconda Guerra Mondiale ad oggi, aveva già ricoperto per ben due volte la carica di Primo Ministro, Abe è il secondo, nonché il settimo leader giapponese in sei anni.
Il PDG ha subito una sconfitta bruciante, riportando solo 57 seggi contro i 230 che aveva prima delle elezioni. Hanno perso il loro seggio ben sette ministri, fra questi Makiko Tanaka, ministro dell’Educazione, il Capo gabinetto Osamu Fujimura, nonché l’ex Primo Ministro Osamu Fujimura nella 18° circoscrizione elettorale di Tokyo. Invece, fra i numerosi partiti della “terza forza”, il Partito per la Restaurazione Giapponese, capitanato dall’ex Sindaco di Tokyo, Shintaro Ishihara, è passato da 11 seggi a 54.
Dopo una sconfitta così clamorosa il leader del PDG, ha annunciato le sue dimissioni.
“Preso atto di essere il principale responsabile della pesante sconfitta, rassegnerò le mie dimissioni da presidente del mio partito.” Noda ha affermato che è stato “molto deplorevole” per il suo partito aver perso un numero così consistente di membri nella Camera Bassa. “La nostra vittoria odierna è dovuta alla confusione creata dal PDG” ha affermato Abe. “Posso dire che la nostra politica ha fatto aumentare il consenso popolare, ma non posso ancora dire di aver completamente riconquistato la fiducia della gente.”
Nel commentare le sue brusche dimissioni di cinque anni fa Abe afferma: “Ero teso e sotto pressione, pur avendo raggiunto dei risultati. Non ce l’avrei fatta a continuare per un altro anno, questa volta voglio creare un governo solido. ”L’LPD, al governo quasi senza soluzione di continuità dal 1955 al 2009, era in testa alla fine dello scrutinio con una valanga di voti. La Camera Bassa, che è composta da 480 seggi, vede nominati 300 membri dalle circoscrizioni uninominali e 180 con il sistema proporzionale.
Il PDG aveva 233 seggi e il PLD 118 quando Noda sciolse le Camere il 16 Novembre scorso. Il segretario generale del PDG, Azuma Koshiishi, lascia la sede di Tokyo del suo partito dopo la sonora sconfitta riportata domenica scorsa alle elezioni della Camera Bassa. KYODO.
Il PDG ha ricevuto una batosta incredibile dall’elettorato, dopo tre anni e tre mesi di un governo confuso che ha lasciato l’economia in un’ulteriore recessione.
Ciò rappresenta un rovescio di fortuna dalle elezioni della Camera Bassa dell’agosto 2009, quando il partito cavalcava l’onda dello scontento nei confronti dell’amministrazione del LPD, che rimase al potere ancora per un breve periodo.
Nei mesi scorsi sono scesi in campo dodici piccoli partiti, con 1504 candidati, un record nel sistema elettorale vigente, fra questi il Nippon Ishin è risultato il più consistente. Questi partiti “di primo pelo” hanno tentato di costituire una “terza forza”, alternativa al LPD e al PDG, appellandosi agli elettori stanchi dell’attuale situazione politica, ma le piattaforme prospettate in campagna elettorale non sono state del tutto convincenti.
L’affluenza alle urne alle 23,00 era del 59,52 % stando alle stime del Kyodo News. Secondo il Ministro degli Affari Interni e delle Comunicazioni, le elezioni del 2009 hanno registrato l’affluenza record del 69,28 % nelle circoscrizioni a seggio uninominale e del 69,27% in quelle a rappresentanza proporzionale. Secondo un rapporto del Ministero degli Interni per il periodo che va dal 5 al 16 dicembre, la percentuale dei votanti della prima ora nei collegi uninominali è calata dal 13,91 del 2009 al 12,039.572.
I seggi elettorali si sono chiusi alle 20.00 di domenica sera e già il lunedì nella prima mattinata si devono essere decisi i 480 vincitori.
L’energia nucleare è stata posta in primo piano durante la campagna elettorale a causa dell’emergenza creatasi a Fukushima nel marzo del 2011. La maggioranza dei partiti si è schierata per un’uscita dal nucleare, programmata in tempi diversi a seconda dei casi. Il PDG, che è stato appena rimpiazzato e che ha promosso e diretto la crescita dell’industria e dell’abominevole regime che ne regola il settore, si è detto propenso a sospendere l’uso dell’energia nucleare per il 2030, alla stregua del conservatore PLD.
I partiti si sono affrontati anche sull’innalzamento al 10% per l’ottobre del 2015, in due fasi secondo quanto già stabilito in precedenza, della tassa sui consumi allo scopo di finanziare i crescenti costi per la sicurezza. Un altro punto chiave riguarda la partecipazione del Giappone agli accordi dell’ Associazione Trans-Pacifica.
A favore dell’ATP Noda ha portato il PLD e il suo alleato sostenuto dai buddisti, il Nuovo Komeito, a far passare un progetto di legge che raddoppia le tasse sul fatturato, ma il PLD si oppone a far passare tutte le tariffe doganali al vaglio dell’ATP.
Cosa del tutto inusuale in campagna elettorale, alcuni partiti hanno richiesto misure monetarie aggiuntive da parte della Banca del Giappone, che è una banca indipendente. Il Leader del PLD, Abe, voleva costringere la BdG a spogliarsi della propria indipendenza e acquistare un numero illimitato di titoli nel settore delle costruzioni, per finanziare i lavori pubblici.
il PDG che ha perso la maggioranza a causa di conflitti interni, prima delle elezioni aveva 230 seggi e il PLD ne aveva 118. Ora il PLD e il Nuovo Komeito hanno la maggioranza alla Camera Bassa, ma non alla Camera dei Consiglieri, almeno fino alle elezioni per il suo rinnovo della prossima estate, perciò si profila un ingorgo nell’agenda politica.
Alle elezioni della Camera dei Consiglieri seguirà la nomina dei 10 Giudici della Corte Suprema. Gli elettori saranno invitati a indicare i giudici dei quali disapprovino l’operato, verranno rimossi quei giudici che abbiano ricevuto la maggioranza dei pareri contrari.
Prossimo obiettivo l’inflazione.
Il mandato dell’attuale governatore della BdG, Masaaki Shirakawa, terminerà in Aprile. Come afferma Shinzo Abe all’indomani delle elezioni, per quanto riguarda l’inflazione il prossimo Governatore della BdG dovrà, d’accordo col governo, stabilire un obiettivo per ridurre l’inflazione. . “Voglio che assumano il posto di Governatore della BdG e di deputato persone che abbiano come obiettivo l’abbattimento dell’inflazione”. Ha affermato Abe durante un programma alla radio e, ponendo l’accento sulla sua risoluzione a battere l’ormai cronica recessione, Abe ha affermato inoltre di desiderare che la banca centrale abbia come obiettivo l’ abbattimento annuale dell’inflazione del 2%, il doppio rispetto all’obiettivo attuale di stabilità dei prezzi della BdG che è dell’1%.
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