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Il Nuovo Komeito non è necessariamente sulla stessa linea politica del vecchio e oltranzista LPD
(Editoriale del Japan Times del 30 novembre 2012) Di Masami Ito Redattore capo
Giovedì scorso a Tokyo è stato intervistato Natsuo Yamaguchi, leader del Nuovo Komeito, alleato dell’LPD. Yamaguchi ha affermato che la revisione della Costituzione non belligerante non è una questione urgente e la recente svolta a destra del LPD non viene suffragata né dalla maggioranza della comunità locale né da quella internazionale.

Nell’imminenza delle elezioni generali della Camera Bassa, previste per il 16 Dicembre prossimo, il “rampante“ Presidente dell’LPD Shinzo Abe ha baldanzosamente anticipato la sua politica, che include la revisione della Costituzione redatta durante l’Occupazione degli Alleati. Abe vorrebbe stabilire una Forza di Difesa Nazionale che consentirebbe al Giappone di partecipare ad azioni militari di difesa collettiva. Ma il Nuovo Komeito, alleato dell’LPD di lunga data, non ne fa alcuna menzione nella sua piattaforma per la campagna elettorale.
Confrontando le promesse elettorali dei due partiti - la cui coalizione era stata al potere per un decennio fino al 2009, anno in cui divenne Primo Ministro Yoshiko Noda, capo del Partito Democratico – esse mostrano notevoli divergenze su diversi punti chiave, inclusi la Costituzione e la politica energetica, con speciale riguardo all’utilizzo dell’energia nucleare. I pronostici li vedono ben quotati per le elezioni del 17 Dicembre, ma le loro divergenze, specialmente per quanto riguarda gli obiettivi di Abe, sono notevoli.
“E’ naturale che il Nuovo Komeito abbia delle politiche differenti dall’LDP, le elezioni servono ad avere un giudizio, da parte degli elettori, proprio sulle diverse politiche dei due partiti, che quindi vanno rispettate.” Afferma Yamaguchi nell’intervista di giovedì. “Ma, detto questo, vogliamo saggiamente e responsabilmente raggiungere un accordo con l’LDP sulle nostre rispettive linee politiche”.
Più avanti, in un’intervista con il Japan Times, Yamauchi ha affermato che è molto improbabile che la politica da falco di Abe si possa realizzare in tempi brevi. “Penso che si tratterà nel lungo periodo la revisione costituzionale proposta da Abe, ritengo impossibile che se ne parli nell’arco dei prossimi quattro anni”.
“La gente è molto preoccupata dell’aspetto economico e sociale e non sta facendo pressione per un’immediata revisione della Costituzione. Si tratta di una questione importante e delicata che necessita di essere discussa molto approfonditamente”.
Partito pacifista, supportato dalla più grande organizzazione laica buddista del Giappone, la Soka Gakkai, il Nuovo Komeito si avoca la prerogativa di ampliare la legislazione in modo che sia al passo con i tempi, inclusi i diritti in materia ambientale, ma Yamaguchi è fermamente contrario alla Difesa Collettiva.
Yamaguchi afferma: “Ritengo che l’interpretazione corrente della Costituzione, che vieta di perseguire la via della difesa collettiva, sia appropriata e non vi sia nessuna necessità di cambiarla”. Il diritto alla Difesa Collettiva, secondo la Carta delle Nazioni Unite, darebbe il diritto d’intervento militare a difesa di paesi alleati che subiscono un attacco. Il governo ha sempre interpretato la costituzione pacifista nel senso di proibire al Giappone l’uso di tale diritto, ma secondo Abe quest’interpretazione dovrebbe cambiare per permettere al Giappone di operare a più stretto contatto con le forze militari americane.
Le elezioni del 2009 furono un fiasco solenne per il Komeito che perse tutti i suoi seggi legislativi uninominali, compreso quello dell’allora capo del partito Akiiro Ota. Stavolta Yamaguchi dice che intende vincere tutti e 9 i seggi uninominali e i 25 a scrutinio proporzionale. Il Nuovo Komeito e l’LPD sono agli antipodi anche per quanto attiene ai voti degli stranieri nelle elezioni locali. Il NK è favorevole mentre l’LPD è contrario alla partecipazione al voto nelle elezioni locali degli stranieri, compresi quelli che risiedono permanentemente sul territorio nazionale. Questo paragrafo è stato omesso completamente nell’attuale piattaforma elettorale.
Yamaguchi sostiene che il suo partito non ha cambiato la sua posizione in merito, ma è stato omesso il patrocinio di questa istanza nella piattaforma elettorale per evitare malintesi e per non creare attriti con la Corea del Sud sulla disputa territoriale di Takeshima. “Penso che dobbiamo valutare positivamente la possibilità che i cittadini stranieri che risiedono stabilmente sul nostro territorio possano votare per le elezioni amministrative locali…ma i legami bilaterali con la Corea del Sud si sono recentemente deteriorati sulla questione di Takeshima e dobbiamo in primo luogo ristabilire le relazioni”. Ha affermato a questo proposito Yamaguchi.
Il NK ha dichiarato di mirare nel minor tempo possibile, senza dare una precisa scadenza, all’azzeramento del nucleare come fonte energetica, mentre il PDG ha come obiettivo l’azzeramento delle emissioni entro il 2030 e il Partito per il Futuro del Giappone lo ha stabilito per il 2022. Da parte sua, l’LPD sostiene che comunque bisogna trovare il miglior mix, incluso il nucleare, e che se ne discuterà nei prossimi dieci anni. Yamaguchi afferma: “Dopo i recenti disastri dovuti al terremoto e allo tsunami dello scorso anno (all’impianto nucleare n°1 di Fukushima), la costruzione di nuovi impianti non sarà suffragata dall’opinione pubblica. Date le premesse, è necessario diventare una società che non fa alcun affidamento sull’energia atomica”.
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