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35. Le illusioni e i desideri sono illuminazione

RSND, VOLUME I

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Sado, 1272. Indirizzata a Shijo Kingo

Ho vivamente apprezzato la tua recente visita e la tua costante preoccupazione per le numerose persecuzioni che mi sono capitate. Poiché ho subìto queste grandi persecuzioni in quanto devoto del Sutra del Loto, non me ne rammarico. Nessuna esistenza potrebbe essere più fortunata di questa, per quanto possa ripetere numerose volte il ciclo di nascita e morte. [Senza queste persecuzioni] sarei potuto rimanere nei tre o quattro cattivi sentieri, ma adesso, con mia grande gioia, sono certo di spezzare il ciclo delle sofferenze di nascita e morte e ottenere il frutto della Buddità.

    T’ien-t’ai e Dengyo incontrarono odio e gelosia soltanto perché avevano propagato l’insegnamento dei tremila regni in un singolo istante di vita potenziali, basato sull’insegnamento transitorio. In Giappone questo insegnamento venne trasmesso successivamente da Dengyo a Gishin, Encho,Jikaku e altri e così si diffuse. Tra i molti discepoli del Gran Maestro Jie, diciottesimo capo dei preti della scuola Tendai, i quattro principali furono Danna, Eshin, Soga e Zen’yu. Anche l’insegnamento era diviso in due parti: l’Amministratore del clero Danna trasmetteva gli studi dottrinali, mentre il Supervisore del clero Eshin studiava le pratiche meditative. Gli studi dottrinali e le pratiche meditative sono come la luna e il sole: gli studi dottrinali sono superficiali, mentre le pratiche meditative sono profonde. Gli insegnamenti di Danna pertanto erano vasti ma superficiali, mentre quelli di Eshin erano limitati ma profondi.

      L’insegnamento che Nichiren sta ora propagando può apparire limitato, ma è in realtà molto profondo. E questo perché va ancora più in profondità degli insegnamenti di T’ien-t’ai, Dengyo e gli altri. Consiste dei tre punti importanti1 del capitolo “Durata della vita” dell’insegnamento originale. Praticare solamente i sette caratteri di Nam-myoho-renge-kyo può apparire limitato, tuttavia, poiché essi sono il maestro di tutti i Budda delle tre esistenze, la guida di tutti i bodhisattva delle dieci direzioni e l’insegnamento che permette a tutti gli esseri viventi di raggiungere la via del Budda, in realtà è profondo.

        Il sutra afferma: «La saggezza dei Budda è infinitamente profonda e incommensurabile»2.“I Budda” indica tutti i Budda delle dieci direzioni nelle tre esistenze: il Tathagata Mahavairochana della scuola della Vera parola, il Budda Amida della scuola della Pura terra, ogni singolo Budda e bodhisattva di qualsivoglia sutra o scuola, tutti i Budda del passato, futuro e presente e l’attuale Tathagata Shakyamuni. E il sutra parla della saggezza di tutti questi Budda.

          Cosa si intende per questa“saggezza”? È l’entità del vero aspetto di tutti i fenomeni e dei dieci fattori della vita che conducono tutti gli esseri alla Buddità. Che cos’è dunque questa entità? È Nam-myoho-renge-kyo. Un commentario afferma che il profondo principio del vero aspetto è la Legge originariamente inerente di Myoho-renge-kyo3. Apprendiamo che il vero aspetto di tutti i fenomeni corrisponde anche ai due Budda Shakyamuni e Molti Tesori [seduti insieme nella torre preziosa]. “Tutti i fenomeni” corrisponde a Molti Tesori e il “vero aspetto” corrisponde a Shakyamuni. Questi sono anche i due elementi di realtà e saggezza. Molti Tesori è la realtà e Shakyamuni è la saggezza. È l’illuminazione al fatto che realtà e saggezza sono due, ma allo stesso tempo non sono due.

            Questi sono insegnamenti d’importanza primaria. Corrispondono ai princìpi per cui “le illusioni e i desideri sono illuminazione” e “le sofferenze di nascita e morte sono nirvana”. Recitare Nam-myoho-renge-kyo durante l’unione fisica di uomo e donna è veramente ciò che si chiama “le illusioni e i desideri sono illuminazione” e “le sofferenze di nascita e morte sono nirvana”. Il principio secondo cui “le sofferenze di nascita e morte sono nirvana” esiste solo nella comprensione che l’entità della vita in tutto il suo ciclo di nascita e morte non viene né generata né distrutta. Il Sutra di Virtù Universale afferma che «senza eliminare le illusioni o separarsi dai cinque desideri, [essi potranno] purificare i loro sensi e spazzare via le loro offese». In Grande concentrazione e visione profonda si afferma che «l’ignoranza e la polvere dei desideri sono illuminazione e le sofferenze di nascita e morte sono nirvana». Nel capitolo “Durata della vita” del Sutra del Loto si legge: «Questo è il mio pensiero costante: come posso far sì che tutti gli esseri viventi accedano alla via suprema e acquisiscano rapidamente il corpo di Budda?»4. E il capitolo “Espedienti” afferma: «Che le caratteristiche del mondo siano costanti e immutabili»5. Di certo queste frasi si riferiscono ai princìpi in questione. Dunque, ciò che chiamiamo l’entità non è altro che Nam-myoho-renge-kyo.

              Questo è l’augusto e prezioso Sutra del Loto che nelle esistenze passate io ho calpestato, disprezzato, guardato con disgusto e in cui ho rifiutato di credere. Con malevolenza ho deriso in ogni occasione le persone che studiavano il Sutra del Loto e lo insegnavano ad almeno un’altra persona, continuando così a far vivere la Legge. Inoltre, ho fatto tutto ciò che era in mio potere per impedire loro di abbracciare il sutra affermando che avrebbero potuto praticarlo nella prossima vita, perché in questa era troppo difficile da praticare. È dalle innumerevoli azioni offensive come questa che hanno avuto origine le mie gravi persecuzioni in questa esistenza. Poiché una volta ho denigrato il Sutra del Loto, il più grande di tutti i sutra, adesso sono guardato con disprezzo e le mie parole non vengono ascoltate. Il capitolo “Parabola e similitudine” afferma che gli altri non si preoccuperanno di lui, né avranno simpatia per lui, anche se egli cerca sinceramente di essere loro amico6.

                Nonostante ciò tu sei diventato un devoto del Sutra del Loto e per questo motivo hai subìto gravi persecuzioni e sei venuto in mio aiuto. Nel capitolo “Maestro della Legge”, il Budda afferma: «Invierò anche monaci, monache, laici e laiche evocati prodigiosamente»7. Se la parola “laici” qui menzionata non si riferisse a te, a chi altri potrebbe riferirsi? Tu, non soltanto hai ascoltato la Legge, ma hai preso fede in essa e da allora l’hai seguita senza abbandonarla mai. Che meraviglia! Che cosa straordinaria! Come si può dubitare che io sia il maestro della Legge del Sutra del Loto? Forse somiglio anche all’«inviato del Tathagata» perché sto realizzando «l’opera del Tathagata»8. Nichiren ha iniziato a propagare i cinque caratteri del daimoku affidati al Bodhisattva Pratiche Superiori quando i due Budda sedettero insieme nella torre preziosa. Questo non significa forse che io sono l’inviato del Bodhisattva Pratiche Superiori? Inoltre, seguendo me, tu come devoto del Sutra del Loto, parli ad altri di questa Legge. Cos’è questo se non la trasmissione della Legge?

                  Porta avanti la tua fede nel Sutra del Loto. Se ti fermi a metà strada non potrai mai far scaturire il fuoco dalla pietra focaia. Fai sgorgare il potere della fede così che tutti gli abitanti di Kamakura, umili e potenti, e tutta la gente del Giappone, parlino di te come di «Shijo Kingo, Shijo Kingo della scuola del Loto»9. Una cattiva fama si diffonderà in lungo e in largo, ma una buona reputazione andrà anche più lontano, specialmente se è una reputazione di devozione al Sutra del Loto.

                    Spiega tutto questo a tua moglie e lavorate insieme come il sole e la luna, come un paio di occhi o come le due ali di un uccello. Col sole e con la luna, come potrà esistere un sentiero oscuro10? Con un paio di occhi senza dubbio vedrete i volti dei Budda Shakyamuni, Molti Tesori e di tutti i Budda delle dieci direzioni. Con un paio d’ali potrete sicuramente volare in un istante verso la terra preziosa della Luce Tranquilla. Ti scriverò più dettagliatamente in un’altra occasione.

                      Con profondo rispetto,

                        Nichiren

                          Il secondo giorno del quinto mese

                            Risposta a Shijo Kingo

                                Cenni Storici

                                Nel quarto mese del nono anno di Bun’ei (1272), Shijo Kingo viaggiò da Kamakura fino all’isola di Sado per incontrare Nichiren Daishonin. Shijo Kingo era un samurai al servizio della famiglia Ema, un ramo del clan reggente degli Hojo. Il viaggio fino a Sado, assai lungo e rischioso, comportava anche l’attraversamento di un tratto particolarmente burrascoso del Mar del Giappone. Per Shijo Kingo significava assentarsi da Kamakura e dai propri doveri per oltre un mese.

                                Nel quinto mese dello stesso anno, subito dopo il rientro di Kingo a Kamakura, Nichiren Daishonin inviò questa lettera al discepolo esprimendo la sua gratitudine per la visita.

                                Nello scritto il Daishonin spiega il potere di Nam-myoho-renge-kyo alla luce di profondi princìpi buddisti come la “fusione di realtà e saggezza” e “le illusioni e i desideri sono illuminazione”.

                                Mentre il Buddismo hinayana insegna che le illusioni e i desideri devono essere eliminati per poter ottenere l’illuminazione, il Buddismo mahayana, e in particolare il Sutra del Loto, insegnano che le illusioni e i desideri sono inseparabili dall’illuminazione.

                                La ragione è che entrambi sono funzioni, o espressioni, della vita stessa, e quindi hanno la medesima origine.

                                Nichiren Daishonin spiega che quando ci si basa su Nam-myoho-renge-kyo, le illusioni e i desideri agiscono naturalmente per la propria e l’altrui felicità. Il grande potere di Nam-myoho-renge-kyo, che è intrinsecamente positivo e creativo, dirige infatti la grande energia delle illusioni e dei desideri individuali verso il valore e la felicità di tutti. Così, quando una persona recita il daimoku, “le illusioni e i desideri sono illuminazione”.

                                Fino alla persecuzione di Tatsunokuchi, avvenuta nel nono mese del 1271, il Daishonin aveva assunto il ruolo del Bodhisattva Pratiche Superiori, la cui comparsa è predetta nel Sutra del Loto. Come tale, si era dedicato totalmente a insegnare l’essenza del sutra e propagare la fede ma, dopo Tatsunokuchi, egli rivelò la sua vera identità di Budda originale la cui vita è tutt’uno con la Legge suprema di Nam-myoho-renge-kyo.

                                In questa lettera, il Daishonin spiega dunque il significato del daimoku dal punto di vista del Budda che apre la strada dell’illuminazione all’umanità intera. Dichiara inoltre che è una grande gioia incontrare persecuzioni in quanto devoto del Sutra del Loto, giacché questo è il modo sicuro per conseguire la Buddità. «L’insegnamento che Nichiren sta ora propagando può apparire limitato, ma è in realtà molto profondo. E questo perché va ancora più in profondità degli insegnamenti di T’ien-t’ai, Dengyo e gli altri» afferma il Daishonin, rivelando che la Legge fondamentale di tutti i Budda non è altro che Nam-myoho-renge-kyo.

                                Note

                                1. Tre punti importanti: sono le tre grandi Leggi segrete, cioè l’oggetto di culto, l’invocazione di Nam-myoho-renge-kyo, o daimoku, e il santuario, o luogo in cui si recita il daimoku di fronte all’oggetto di culto.
                                2. Il Sutra del Loto, cap. 2, p. 65.
                                3. La frase è attribuita a T’ien-t’ai ma la fonte è sconosciuta.
                                4. Il Sutra del Loto, cap. 16, p. 319.
                                5. Ibidem, cap. 2, p. 86.
                                6. Vedi ibidem, cap. 3, p. 127.
                                7. Ibidem, cap. 10, p. 238.
                                8. Si riferisce in particolare al seguente passo del decimo capitolo del Sutra del Loto, “Maestro della Legge”: «Se dopo la mia morte uno fra questi uomini o donne devoti sarà in grado di trasmettere segretamente il Sutra del Loto a una sola persona, anche solo una frase, allora sappi che egli o ella è l’inviato del Tathagata. È stato inviato dal Tathagata a proseguire la sua opera» (Il Sutra del Loto, cap. 10, p. 232).
                                9. Scuola del Loto: in origine un altro nome della scuola Tendai, che si basava sul Sutra del Loto. In seguito passò a indicare gli insegnamenti del Daishonin.
                                10. Il significato del termine “sentiero oscuro” contiene l’idea di un sentiero che conduce alla morte.
                                La Biblioteca di Nichiren
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