
Perché la Soka Gakkai si definisce un’organizzazione laica?
La Soka Gakkai non ha preti o templi, ma una leadership laica e dei centri culturali. Ognuno pratica quotidianamente a casa propria e anche le
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La Soka Gakkai non ha preti o templi, ma una leadership laica e dei centri culturali. Ognuno pratica quotidianamente a casa propria e anche le

In Giappone, tradizionalmente, si usa stare in ginocchio (seduti sui polpacci), ma questa posizione non è assolutamente obbligatoria. Chi vuole può usare la sedia, avendo l’attenzione di mantenere la schiena dritta: non avrebbe senso, infatti, provare dolore o fastidio mentre si recita Daimoku e Gongyo.
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Non c’è un punto dell’Oggetto di culto predefinito dove concentrarsi: ci si concentra dove viene più naturale posare lo sguardo. Si può, ad esempio, guardare verso la parte centrale del mandala dove sono iscritti gli ideogrammi di Nam-myoho-renge-kyo, ma va altrettanto bene osservare per intero l’Oggetto di culto. Si recita con gli occhi aperti, ma coloro che hanno problemi con la vista possono recitare Daimoku immaginando il Gohonzon in cuor proprio.
In definitiva ciò che conta è la serietà e la profondità della propria preghiera.

Il juzu è uno degli accessori della pratica buddista. In origine veniva utilizzato nel brahmanesimo e solo successivamente fu adottato dal Buddismo. All’inizio veniva usato dai monaci per contare i giorni oppure per contare quante volte si pregava per il Budda. Il significato letterale dei due ideogrammi giapponesi è “numero di grani”. In pratica questo oggetto veniva usato per contare il numero dei Daimoku recitati.
Congiungere i palmi della mano e tenerli all’altezza del petto (giapp. gassho) è una delle forme di saluto che si usavano in India fin dall’antichità.
Si possono utilizzare riproduzioni del Gohonzon (riprese da internet, fotografate o fotocopiate) o applicazioni audio di Daimoku e Gongyo? No, nel modo più assoluto. Spesso

Dal supporto ai giovani detenuti alla prevenzione dei disturbi alimentari, fino ai percorsi di inclusione per le persone con disagio psichico e al sostegno psicosociale ai minori nella Striscia di Gaza: oltre 3.500 persone raggiunte in quattro progetti per rafforzare le reti di ascolto, cura e inclusione

Voci del Mediterraneo 2026: la Soka Gakkai italiana a Lampedusa per la XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

Si è svolto lo scorso 25 settembre a Napoli un incontro interreligioso promosso dalla Curia di Napoli, che ha registrato una folta e sentita partecipazione. L’evento ha visto convergere in un unico grande abbraccio i rappresentanti di numerose comunità religiose del territorio, tra le quali l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Il 9 settembre a Ostuni (BR) ai giardini della Grata si è tenuto un incontro interreligioso sul tema “Il tempo del creato”. È stata invitata a partecipare anche una delegazione dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Il 12 settembre si è tenuta a Cogoleto (GE) la “Passeggiata ecologica, ecumenica e interreligiosa – Acqua viva”, in occasione della “21^ Giornata Nazionale per la Custodia del Creato” organizzata dall’Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro e dall’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana (CEI).

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha partecipato, nel quartiere Ponticelli, alla Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato. Il 1° settembre 2026, nella Parrocchia San Francesco e Santa Chiara, nel quartiere di Ponticelli nella periferia est di Napoli si è celebrata la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato.
Per partecipare in presenza all’iniziativa è richiesta l’iscrizione da questo pulsante