
Perché la Soka Gakkai si definisce un’organizzazione laica?
La Soka Gakkai non ha preti o templi, ma una leadership laica e dei centri culturali. Ognuno pratica quotidianamente a casa propria e anche le
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La Soka Gakkai non ha preti o templi, ma una leadership laica e dei centri culturali. Ognuno pratica quotidianamente a casa propria e anche le

In Giappone, tradizionalmente, si usa stare in ginocchio (seduti sui polpacci), ma questa posizione non è assolutamente obbligatoria. Chi vuole può usare la sedia, avendo l’attenzione di mantenere la schiena dritta: non avrebbe senso, infatti, provare dolore o fastidio mentre si recita Daimoku e Gongyo.
< Torna a Domande e Risposte… Nel secondo capitolo del Sutra del Loto Espedienti leggiamo tre volte i “Dieci Fattori”. “Fattore” significa “è vero così
Non c’è un punto dell’Oggetto di culto predefinito dove concentrarsi: ci si concentra dove viene più naturale posare lo sguardo. Si può, ad esempio, guardare verso la parte centrale del mandala dove sono iscritti gli ideogrammi di Nam-myoho-renge-kyo, ma va altrettanto bene osservare per intero l’Oggetto di culto. Si recita con gli occhi aperti, ma coloro che hanno problemi con la vista possono recitare Daimoku immaginando il Gohonzon in cuor proprio.
In definitiva ciò che conta è la serietà e la profondità della propria preghiera.

Il juzu è uno degli accessori della pratica buddista. In origine veniva utilizzato nel brahmanesimo e solo successivamente fu adottato dal Buddismo. All’inizio veniva usato dai monaci per contare i giorni oppure per contare quante volte si pregava per il Budda. Il significato letterale dei due ideogrammi giapponesi è “numero di grani”. In pratica questo oggetto veniva usato per contare il numero dei Daimoku recitati.
Congiungere i palmi della mano e tenerli all’altezza del petto (giapp. gassho) è una delle forme di saluto che si usavano in India fin dall’antichità.
Tradizionalmente, le principali offerte al Gohonzon sono i sempreverdi, le candele e l’incenso. Nichiren Daishonin afferma: «Sia che tu invochi il nome del Budda, che
Si possono utilizzare riproduzioni del Gohonzon (riprese da internet, fotografate o fotocopiate) o applicazioni audio di Daimoku e Gongyo? No, nel modo più assoluto. Spesso

Al via a Bologna la costruzione del nuovo centro regionale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Il progetto in via Zanardi trasformerà un’area dismessa in un polo ecosostenibile nZEB, con un auditorium da 600 posti e un ampio parco pubblico. Un nuovo punto di riferimento per il dialogo e la spiritualità in Emilia-Romagna, previsto per il 2027.

L’evento “Donne e pace: soffi di libertà”, organizzato a Milano dall’Associazione Donne Giuriste Italia, ha promosso un fondamentale cambio di prospettiva sul ruolo femminile nei conflitti armati. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di superare la visione delle donne come semplici vittime, per riconoscerle e valorizzarle come protagoniste attive e costruttrici di pace nei processi di mediazione e riconciliazione.

Il 28 gennaio 2026, presso la Casa del Cinema di Roma, si è tenuta la première italiana del documentario “Generation Trust – A Global Climate Story in the Making”, realizzato dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), anche grazie al sostegno dei fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

Contrasto alla povertà scolastica, educazione alla cittadinanza globale e alla pace, educazione affettiva: sono tanti gli ambiti dei progetti educativi sostenuti dall’8X1000 della Soka Gakkai Italiana per un futuro più equo. Ad oggi grazie alle iniziative educative sono state raggiunte 38.659 persone attraverso 41 progetti in Italia

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha partecipato a una giornata di studi dedicata a “Pacem in Terris”, l’enciclica di Papa Giovanni XXIII.

Il convegno “Riflettere, unirsi, agire: dialoghi per un futuro comune”, promosso dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, dal Club of Rome, dalla Fondazione Aurelio Peccei, dall’Università La Sapienza, dalla Fondazione Be The Hope e da The Fifth Element, si è svolto all’interno del Centro Congressi della Sapienza con l’obiettivo di esplorare il rapporto tra essere umano, natura e futuro e delineare percorsi concreti di trasformazione culturale e sociale.
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