Donne e pace, “soffi di libertà” al Palazzo di Giustizia di Milano

 Al dibattito ha preso parte anche l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, portando una riflessione sul ruolo delle donne e sulla cultura di pace ispirata al Sutra del Loto e alle Proposte di Pace di Daisaku Ikeda

In un tempo segnato da guerre e violenza, il racconto delle donne può cambiare direzione: da vittime a costruttrici di pace. È stato questo il filo conduttore dell’incontro “Donne e pace: soffi di libertà”, che, presso Palazzo di Giustizia di Milano, ha riunito giuriste, esperti e rappresentanti religiosi per riflettere sul ruolo della donna nei processi di trasformazione dei conflitti. L’incontro è stato promosso dall’Associazione Donne Giuriste Italia – Sezione di Milano e si è inserito in un più ampio percorso di riflessione volto a superare una narrazione che vede le donne come vittime delle guerre e delle violenze, per riconoscerle invece come soggetti attivi, capaci di incidere concretamente nei percorsi di mediazione, dialogo e riconciliazione.

All’incontro hanno preso parte rappresentanti del mondo forense, istituzionale e religioso. In apertura sono intervenuti l’avvocato Nino La Lumia, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, l’avvocata Paola Cerullo, presidente dell’Associazione Donne Giuriste Italia – Sezione di Milano, e la dottoressa Diana De Marchi, presidente della Commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del Comune di Milano.

Il dibattito si è poi sviluppato attraverso una pluralità di interventi che hanno affrontato il tema della pace e del ruolo delle donne da prospettive diverse: giuridica, storica e religiosa. Giada Andriolo, socia dell’ADGI – Milano, ha ripercorso l’evoluzione del diritto alla pace, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 alla Risoluzione ONU 1325 del 2000; Giovanna Alcalay, già vice Presidente dell’Associazione Donne Ebree d’Italia ADEI – Wizo (sezione Milano), ha approfondito il ruolo femminile nella tradizione ebraica, mentre Daniela Di Carlo, teologa e pastora titolare della Chiesa Valdese di Milano, ha messo in luce il contributo delle donne protestanti nelle lotte per i diritti e le libertà.

Uno sguardo sull’attualità è stato offerto da Chiara IlhamAllah Ferrero, che ha illustrato l’impegno delle donne musulmane nei processi di mediazione istituzionale e dei conflitti. A seguire, l’intervento dell’avvocato Fabio Massimo Orlando, dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai che ha proposto una riflessione sul valore della diversità e sulla dignità umana alla luce del Sutra del Loto. Il percorso si è completato con il contributo di Giuseppe Scalvini, sacerdote e cappellano del Policlinico di Milano. A moderare l’incontro è stata l’avvocata Paola Furini, vicepresidente ADGI Milano, mentre le conclusioni sono state affidate all’avvocata Francesca Castiglioni, vicepresidente dell’ADGI Milano.

Nel suo intervento, Orlando ha richiamato i principi fondamentali del buddismo: la dignità intrinseca di ogni essere umano, il concetto di “natura di Budda” e l’interconnessione tra tutte le forme di vita. In questa prospettiva, la pace non coincide semplicemente con l’assenza di conflitto, ma nasce da un cambiamento profondo nello sguardo con cui si riconosce il valore dell’altro. Ripercorrendo l’evoluzione del pensiero buddista, il Sutra del Loto introduce una visione radicalmente inclusiva, in cui ogni persona può raggiungere l’illuminazione senza dover rinunciare alla propria identità. Simbolo di questo messaggio è la figura di Ryunyo, la bambina-drago che consegue l’illuminazione “così com’è”, rappresentando l’idea che la dignità non dipende dall’adeguarsi a un modello, ma dal riconoscimento della propria unicità. È stato poi sottolineato come il riconoscimento della diversità sia alla base del superamento di ogni discriminazione: negare la dignità dell’altro significa negare anche la propria. In questa chiave, il pensiero del Maestro buddista Daisaku Ikeda, terzo Presidente della Soka Gakkai, rafforza l’idea di una società fondata su empatia, cooperazione e dialogo, con le donne al centro della costruzione di una cultura di pace: «Le donne svolgono un ruolo centrale nel processo di costruzione della pace. Quando donne ottimiste, sagge e piene di coraggio si uniranno fra loro, la società cambierà profondamente. Quando un gruppo di donne senza paura emergerà, i tempi cambieranno drasticamente». (BS, 139, 50)

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