Ogni anno il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso invia un messaggio a tutte le comunità e tradizioni buddiste, scegliendo come data di riferimento il Vesak che segna la nascita, l’illuminazione e l’ingresso nel nirvana del Budda storico Shakyamuni.

In Italia – in base all’intesa stipulata tra l’Unione Buddhista Italiana e il Governo – la festa si celebra l’ultima domenica di maggio. Naturalmente ogni scuola buddista ha poi le sue festività specifiche legate alle proprie tradizioni ed alla propria storia.

Ringraziamo il Pontificio Consiglio e l’ufficio per il Dialogo interreligioso della CEI.

Buddisti e cristiani: Promuoviamo la dignità
e l’uguaglianza di diritti delle donne e delle ragazze

Cari amici buddisti,

1. A nome del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, desidero porgervi i più cari saluti, con auguri e preghiere, per la celebrazione di Vesakh. Che essa porti gioia e pace a tutti voi, alle vostre famiglie e comunità.

2. Quest’anno il nostro messaggio s’ispira al Documento sulla Fratellanza Umana per la Pace Mondiale e la convivenza comune, firmato congiuntamente ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019 da Papa Francesco e dallo Sceicco Ahmad Al-Tayyeb, Grand Imam di Al-Azhar. Questo testo contiene un forte invito rivolto alle persone di ogni luogo a promuovere la dignità delle donne e dei bambini.

3. Gli insegnamenti di Gesù e del Buddha promuovono la dignità della donna. Sia il buddismo, sia il cristianesimo, insegnano che donne e uomini posseggono uguale dignità e hanno svolto un ruolo importante nella promozione della donna. Le donne buddiste e cristiane hanno apportato contributi significativi alle nostre tradizioni religiose e alla società nel suo insieme. D’altronde, non si può negare che troppo spesso le donne sono oggetto di discriminazione e maltrattamenti. A volte, narrative religiose sono adoperate per presentare la donna come inferiore all’uomo.

4. Ai nostri giorni, la violenza contro le donne e le ragazze è un problema globale, che colpisce un terzo della popolazione femminile mondiale, ed è favorita da situazioni di conflitto, post-conflitto e trasferimento forzato. Donne e ragazze sono particolarmente vulnerabili per quanto riguarda il traffico di persone umane e la moderna schiavitù, forme di brutalità che segnano negativamente e spesso in modo irreversibile la loro salute. Per contrastare queste ingiustizie, è vitale riconoscere a donne ragazze l’accesso all’educazione, l’uguaglianza salariale, i diritti all’eredità e alla proprietà, colmare la lacuna di rappresentatività in politica, nel governo e nelle decisioni, affrontare la questione della dote nuziale, e così via. La promozione dell’uguaglianza della dignità e dei diritti delle donne si dovrà riflettere pure nel dialogo interreligioso, al quale devono partecipare più donne, mentre oggi gli uomini sono in numero maggiore.

5. Cari amici, è urgente agire per proteggere le donne e tutelare i loro diritti fondamentali e la loro libertà. Come recita il Documento sulla Fratellanza: “È un’indispensabile necessità riconoscere il diritto della donna all’istruzione, al lavoro, all’esercizio dei propri diritti politici. Inoltre, si deve lavorare per liberarla dalle pressioni storiche e sociali contrarie ai principi della propria fede e della propria dignità. È necessario anche proteggerla dallo sfruttamento sessuale e dal trattarla come merce o mezzo di piacere o di guadagno economico. Per questo si devono interrompere tutte le pratiche disumane e i costumi volgari che umiliano la dignità della donna e lavorare per modificare le leggi che impediscono alle donne di godere pienamente dei propri diritti.”

6. Una speciale responsabilità incombe su coloro che hanno autorità e rivestono posizioni di responsabilità nell’incoraggiare i loro seguaci a sostenere la dignità delle donne e delle ragazze e difendere i loro diritti fondamentali. Analogamente, dobbiamo mettere in guardia i nostri fratelli e sorelle dai pericoli insiti nell’ideologia di genere, che nega le differenze e la reciprocità tra uomini e donne. Promuovendo la dignità e l’uguaglianza delle donne e delle ragazze, vogliamo anche promuovere e tutelare l’istituzione del matrimonio, la maternità e la vita della famiglia.

7. Cari amici buddisti, facciamo ogni sforzo per far crescere nelle nostre famiglie, comunità e istituzioni una rinnovata stima del ruolo centrale delle donne nel nostro mondo e operiamo per il definitivo rifiuto di ogni forma d’ingiusta discriminazione contro la persona umana. In questo spirito, vi auguro nuovamente una festa di Vesakh piena di pace e gioia!