Il Rito

Con il termine Gongyo (trad. pratica assidua) si intende, in senso proprio, l’intero rito quotidiano, che comprende la recitazione di Nam-myoho-renge-kyo (la pratica fondamentale) e la lettura dei capitoli Hoben e Juryo del Sutra del Loto (la pratica di sostegno).

Essa si svolge mattina e sera davanti al Gohonzon. Nichiren Daishonin scrive: «A differenza delle epoche precedenti, il Daimoku che ora Nichiren recita nell’Ultimo giorno della Legge è Nam-myoho-renge-kyo per sè e per gli altri» (Gosho Zenshu p. 1022).

Sul significato profondo della recitazione del Daimoku scrive il Maestro Daisaku Ikeda: «Nel Buddismo di Nichren Daishonin ci sono due aspetti del daimoku: il daimoku della fede e il daimoku della pratica. Il primo riguarda l’aspetto spirituale nella nostra pratica e consiste essenzialmente nella battaglia che ha luogo nel nostro cuore per contrastare la nostra convinzione interiore illusa, detta oscurità. E’ una battaglia contro le forze negative e distruttive interiori per aprire un varco nell’oscurità che avvolge la natura di Budda e far emergere la condizione vitale della Buddità grazie al potere della fede. Il daimoku della pratica riguarda invece l’azione specifica di recitare Nam-myoho-renge-kyo  e di insegnarlo agli altri, gli sforzi che compiamo, con le parole e con le azioni, per la nostra felicità e per quella degli altri, che sono la dimostrazione tangibile della nostra battaglia interiore contro l’illusione e le negatività interne. Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo stiamo recitando il nome della natura di Budda che esiste nella nostra vita e in quella degli altri, e al tempo stesso la stiamo risvegliando. […] (D. Ikeda, Il raggiungimento della buddità in questa esistenza, Esperia, Milano, 2008, p. 8-9).

Da questo punto di vista, il rito fondamentale è la recitazione del Daimoku. Ogni praticante può recitare Daimoku in qualsiasi ora del giorno e per quanto tempo vuole, seduto davanti all’Oggetto di culto (Gohonzon) che ognuno custodisce nella propria casa.