L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai riunisce coloro che in Italia seguono e praticano il Buddismo insegnato da Nichiren Daishonin, maestro giapponese del 13esimo secolo, e diffuso dalla Soka Gakkai.
In Italia questo Buddismo approda intorno agli anni Settanta. La prima associazione, che riunisce poche centinaia di praticanti, si chiama INS (Nichiren Shoshu Italiana). Dopo alcuni anni (nel 1987) diventa ente morale con il nome di Associazione Italiana Nichiren Shoshu (AINS).
In seguito alla separazione dal clero della Nichiren Shoshu, l’Associazione cambia il suo nome in Associazione Italiana Soka Gakkai (1990), che nel 1993 conta circa 13.000 membri.
Il 27 marzo 1998 nasce l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ente religioso riconosciuto con decreto del Presidente della Repubblica del 20 novembre 2000.
L’Istituto fa parte della Soka Gakkai Internazionale, l’organizzazione che promuove su scala mondiale i valori della pace, della cultura e dell’educazione.
Chiunque si impegni ad abbracciare e praticare i principi religiosi, etici e umanitari del Buddismo di Nichiren Daishonin può entrare a far parte dell’Istituto, che attualmente conta oltre 85.000 membri.

Intesa con lo Stato Italiano

15.07.2016: Pubblicata legge Intesa su Gazzetta Ufficiale

Sulla Gazzetta Ufficale nr.164 del 15-7-2016 pubblicate le norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

18/07/2016: Il 27 marzo 1998 nasce l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, ente religioso riconosciuto con decreto del Presidente della Repubblica del 20 novembre 2000. Il 14 giugno 2016 il Parlamento approva in via definitiva l’Intesa con il nostro istituto. Il 15 luglio 2016 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 164 il testo normativo riguardante la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, in attuazione dell’articolo 8, terzo comma, della Costituzione. (16G00143) (GU n.164 del 15-7-2016) la LEGGE 28 giugno 2016, n. 130, Link al sito della Gazzetta Ufficiale: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2016-07-15&atto.codiceRedazionale=16G00143&elenco30giorni=true

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Organi dell'Istituto

Composizione del Consiglio Nazionale

Presidente
Alberto Aprea

Vice presidenti
Anna Conti ministro di culto e resp. nazionale gruppo Donne
Katsuhiko Sakaki ministro di culto

Membri

Tamotsu Nakajima ministro di culto e resp. generale
Asa Saito ministro di culto e resp. generale gruppo Donne
Francesco Geracitano ministro di culto e resp. nazionale gruppo Uomini
Maki Takagi ministro di culto e segretaria generale
Marta Bonomo ministro di culto
Roberto Minganti ministro di culto
Roberto Francini ministro di culto
Tamiko Kaneda ministro di culto
Roberta Aramu ministro di culto
Raffaele Capone ministro di culto
Giulia Cesaroni ministro di culto
Savino Mazzariello ministro di culto
Noriko Tanaka ministro di culto
Silvia Solari Coordinatore della Consulta
Michele Giuseppone resp. Nazionale gruppo Giovani
Andrea Ciccorelli resp. nazionale gruppo Giovani Uomini
Jasmina Cipriani resp. nazionale gruppo Giovani Donne
Valerio Baci Segretario nazionale gruppo Giovani Uomini
Chiara De Paoli Segretaria nazionale gruppo Giovani Donne
Daniele Santi Uditore

Composizione del Comitato Direttivo Finanziario

Direttore
Niccolò Ugolini

Membri
Cristina Marsili
Aldo Giuliattini
Alessandro Graziano
Matteo Zagaria
Dario Carta
Massimo Priolo

Composizione del Collegio dei Revisori

Presidente
Mauro Lumini

Membri
Francesco Liverini
Laura Battiston

Organismo di Vigilanza

(ai sendi dell’art. 6 D.Lgs. 231/01)
Anna Maria Cacciarru

Lo Statuto

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PREAMBOLO
L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG), parte attiva ed integrante della Soka Gakkai giapponese, si ispira agli insegnamenti contenuti nel Sutra del Loto, che riassume lo spirito di benevolenza e di pace del Buddismo diffuso e trasmesso dal Budda Shakyamuni. Il Sutra del Loto esprime l’essenza del Buddismo Mahayana e indica la strada per la salvezza di tutti gli esseri.
L’IBISG riconosce e segue le Tre Grandi Leggi rivelate da Nichiren Daishonin, che rappresentano i principi fondamentali del Sutra del Loto e indicano la via della salvezza dell’umanità per il futuro e l’eternità.
L’IBISG si riconosce nella Soka Gakkai fondata in Giappone il 18 novembre 1930 dal primo Presidente Tsunesaburo Makiguchi e dal secondo Presidente Josei Toda, e guidata successivamente dal Presidente Daisaku Ikeda.
Il primo presidente Makiguchi e il secondo Presidente Toda posero le basi per la diffusione del buddismo di Nichiren Daishonin e dei suoi valori di pace e di benevolenza (Kosen Rufu) e furono, per questo, incarcerati durante la seconda guerra mondiale dal potere militarista dello Stato. Il primo presidente Makiguchi morì in carcere. Egli insegnò il Buddismo come la Legge della Vita e la filosofia per la creazione di valore e, con l’esempio del proprio martirio, lasciò in eredità alle generazioni future l’impegno di dedicare la vita alla propagazione della Legge.
Il secondo Presidente Toda durante la sua prigionia arrivò ad una fondamentale percezione, per la quale il Budda è la vita e ciascuno di noi può essere un bodhisattva della Terra, può cioè aiutare gli altri ad intraprendere la via dell’illuminazione. Egli ha fatto rinascere il Buddismo di Nichiren Daishonin nella società odierna esponendo l’ideale della Rivoluzione Umana, ed ha gettato le fondamenta di Kosen Rufu in Giappone consegnando il Gohonzon (oggetto di culto necessario per accedere alla illuminazione) a 750.000 famiglie. Il terzo Presidente Daisaku Ikeda ha diffuso il Buddismo di Nichiren Daishonin nel mondo e non solo in Giappone ed ha sviluppato gli ideali del Buddismo nei campi della pace, della cultura, dell’educazione, aprendo, per la prima volta nella storia del Buddismo, la strada di Kosen Rufu mondiale. L’IBISG è impegnato a seguire e realizzare lo spirito e le fondamenta della Soka Gakkai, posti dai Tre Presidenti, e rappresentati dal principio dell’unicità di maestro-discepolo e dalla dedizione della vita alla propagazione della Legge. L’Istituto partecipa alla missione della Soka Gakkai che mira a realizzare la pace nel mondo e la felicità del genere umano in base alla filosofia di rispetto della natura di Budda di tutti gli esseri.

Articolo 1
DENOMINAZIONE E DURATA DELL’ISTITUTO

  1. È costituito l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, che segue e pratica gli insegnamenti e il culto predicati da Nichiren Daishonin. Esso aderisce – e dal punto di vista religioso ne è parte integrante – alla Soka Gakkai giapponese, con sede in Tokio, quale ente religioso centrale che diffonde il Buddismo di Nichiren Daishonin in tutto il mondo.
  2. L’Istituto ha la sede principale in Firenze, Via di Bellagio n. 2/E, e si articola territorialmente secondo le strutture di cui all’articolo 4.
  3. L’Istituto è un ente di religione e di culto, e persegue anche fini di educazione, cultura e umanitari coessenziali alla propria concezione buddista.
  4. L’Istituto rappresenta le strutture territoriali e i propri fedeli di fronte alle autorità civili e agli enti pubblici, e ne tutela gli interessi.
  5. La sua durata è illimitata.
  6. Esso viene indicato per brevità, nel presente Statuto, come ‘Istituto’ o «IBISG».

Articolo 2
FINALITÀ DELL’ISTITUTO

L’Istituto è una confessione buddista che fa propri gli insegnamenti ed il culto predicati da Nichiren Daishonin. Le sue finalità sono:

  1. far conoscere e diffondere i principi universali di benevolenza e compassione verso tutti gli esseri viventi, propri del buddismo;
  2. far conoscere e diffondere la verità disvelata da Nichiren Daishonin, per la quale ciascun essere umano può conseguire l’illuminazione nella presente esistenza;
  3. favorire l’approfondimento e la più intima comprensione della fede nei suoi appartenenti, attraverso lo studio e la conoscenza degli insegnamenti di Nichiren Daishonin;
  4. promuovere la pratica buddista di Nichiren Daishonin, con la celebrazione del rito quotidiano di Gongyo, che consiste nella recitazione di Nam-myoho-renge-Kyo al Gohonzon, e nella lettura dei brani del Sutra del Loto. Il Gohonzon costituisce l’oggetto di culto necessario per accedere all’illuminazione e far emergere la Buddità di ciascun fedele;
  5. mantenere vivi e trasmettere lo spirito e l’esempio nella pratica buddista dei tre Presidenti richiamati nel Preambolo;
  6. promuovere le iniziative educative, culturali e umanitarie, più opportune per la realizzazione dei valori della pace nel mondo, dell’aiuto e del sostegno verso tutti gli esseri viventi, e per la elevazione materiale e spirituale della società;

Articolo 3
GLI APPARTENENTI ALL’ISTITUTO

  1. Possono aderire all’Istituto coloro che accettano sinceramente i principi della religione buddista di Nichiren Daishonin.
  2. Può entrare a far parte dell’Istituto chiunque, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di nazionalità, di opinioni politiche, si impegni ad abbracciare e praticare i principi religiosi ed etici di cui all’articolo 2.
  3. La richiesta di adesione viene presentata alla struttura territoriale di cui all’articolo 4, comma 4, direttamente dall’interessato ed è valutata ed accolta dall’organismo direttivo della struttura medesima.
  4. Si entra a far parte dell’Istituto con la cerimonia di conversione e con l’iscrizione nel registro dei fedeli. Nel corso della cerimonia l’aderente può ricevere in affidamento il Gohonzon, e si impegna a partecipare alle attività di culto, nel rispetto dei principi religiosi e delle regole statutarie dell’Istituto.
  5. L’appartenente all’Istituto può recedere dalla comunità locale, e quindi dall’Istituto stesso, mediante comunicazione scritta, inviata alla struttura territorialmente competente. Il recesso ha effetto immediato dal momento della ricezione della comunicazione.

Articolo 4
STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE COMUNITARIA

  1. La comunità dei fedeli dell’Istituto si articola in strutture locali, regionali e nazionali.
  2. La struttura di base è il Gruppo, che è composto da un ristretto numero di fedeli che si riunisce per celebrare comunitariamente il rito di Gongyo, studiare il Buddismo e scambiare testimonianze ed esperienze religiose.
  3. La struttura organizzativa locale è il Centro, che realizza attività di culto, di propagazione del Buddismo, di studio e umanitarie, tenendo presenti i bisogni e le caratteristiche dell’ambito territoriale di sua competenza e della popolazione residente.
  4. La struttura nazionale dell’Istituto si articola a livello regionale e può essere definita con riferimento ad una o più regioni. Le strutture regionali, oltre le attività di culto, di propagazione del Buddismo, di studio e umanitarie, svolgono funzioni di raccordo con gli organismi direttivi dell’Ente, in particolare con la Consulta Nazionale. Ciascuna struttura regionale, o altra da essa appositamente delegata, tiene i registri dei fedeli dell’Istituto e valuta le richieste di adesione di cui all’articolo 3, comma 3.
  5. Le strutture regionali sono coordinate ciascuna da uno o più coadiutori dei Ministri di culto, denominati Responsabili regionali, che ne promuovono le attività e che prestano il loro servizio in favore dei fedeli. I Responsabili regionali sono designati e revocati dal Consiglio Nazionale, durano in carica due anni e il loro incarico può essere rinnovato.
  6. La struttura nazionale comprende altresì quattro Divisioni, due Giovani, maschile e femminile, e due Adulti, uomini e donne, che organizzano iniziative e attività religiose e culturali in rapporto alle diverse esigenze generazionali. I Responsabili nazionali delle Divisioni sono designati e revocati dal Consiglio Nazionale, durano in carica due anni e il loro incarico può essere rinnovato.
  7. Il Consiglio Nazionale può nominare altri Responsabili nazionali con incarichi specifici, secondo le esigenze religiose e comunitarie dell’Istituto. All’atto della nomina il Consiglio determina durata e condizioni dell’incarico.
  8. I Responsabili di cui ai commi 5, 6, 7, del presente articolo sono nominati , tra gli appartenenti all’Istituto, dal Consiglio Nazionale che terrà conto della rispettiva conoscenza e comprensione dei principi religiosi e dell’interessamento di ciascuno per le esigenze della comunità dei fedeli.

Articolo 5
ORGANI NAZIONALI DELL’ISTITUTO

Gli organi nazionali dell’Istituto sono:

  1. La Consulta nazionale:
  2. Il Presidente;
  3. I Vice-Presidenti;
  4. Il Direttore;
  5. Il Consiglio Nazionale;
  6. Il Comitato Direttivo Finanziario;
  7. Il Collegio dei Revisori dei Conti.

Articolo 6
LA CONSULTA NAZIONALE. COMPOSIZIONE

  1. Sono membri della Consulta Nazionale i Responsabili regionali e i Responsabili nazionali di cui all’articolo 4, commi 5, 6, 7.
  2. Sono, inoltre, membri della Consulta Nazionale i rappresentanti delle strutture regionali in proporzione al numero di fedeli di ciascuna Regione. Il Consiglio Nazionale definisce la misura e i criteri per la designazione dei rappresentanti regionali.
  3. Sono membri di diritto della Consulta gli ex Presidenti dell’Istituto, e gli ex Direttori del Comitato Direttivo Finanziario.
  4. Il Consiglio Nazionale può nominare membri aggiunti della Consulta in numero non superiore a 10, scegliendoli tra i fedeli ritenuti idonei a dare un contributo in termini di esperienza e di saggezza e a costituire un qualificato raccordo tra l’Istituto e la società.
  5. La Consulta dura in carica tre anni, salvo che il Consiglio Nazionale non ne disponga la proroga per un periodo non superiore ad un anno.

Articolo 7
LA CONSULTA NAZIONALE. FUNZIONI E POTERI

  1. La Consulta Nazionale elegge tra i propri membri il Coordinatore, con funzioni di presidenza e di attivazione dell’organo per l’assolvimento delle sue funzioni e l’esercizio dei suoi poteri. Il Coordinatore è membro di diritto del Consiglio Nazionale.
  2. La Consulta Nazionale svolge la funzione di raccordo tra le strutture comunitarie e territoriali dell’IBISG e il Consiglio Nazionale ed esprime le esigenze di partecipazione della comunità dei fedeli alla vita dell’Istituto.
  3. Il Regolamento individua le specifiche competenze della Consulta Nazionale.
  4. La Consulta Nazionale si riunisce almeno una volta l’anno, e tutte le volte in cui deve procedere ad adempimenti statutari.

Articolo 8
IL PRESIDENTE

  1. Il Presidente dell’Istituto è eletto dal Consiglio Nazionale tra i Ministri di culto che ne fanno parte.
  2. Il Presidente dura in carica 3 anni. L’incarico è rinnovabile.
  3. Il Presidente presiede il Consiglio Nazionale e ne esegue le deliberazioni.
  4. Il Presidente dirige l’Istituto esercitando tutti i poteri che non competono statutariamente agli altri Organi collegiali. Egli può sottoporre al Consiglio Nazionale quesiti o questioni che richiedano un esame o una decisione nel merito.
  5. Il Presidente rappresenta l’Istituto nei rapporti con le autorità pubbliche e nei rapporti internazionali.
  6. Il Presidente nomina, previo parere conforme del Consiglio Nazionale, due o più Vice Presidenti cui può delegare specifici poteri in modo temporaneo o permanente.
  7. Il Presidente nomina, previo parere conforme del Consiglio Nazionale, il Segretario Generale scegliendolo tra i membri che abbiano anzianità di appartenenza all’IBISG non inferiore a 6 anni. Il Segretario Generale svolge funzioni di carattere amministrativo ai fini del buon andamento dei lavori del Consiglio Nazionale e dell’esecuzione delle sue delibere.
  8. Venendo per qualsiasi ragione a mancare, o a cessare dalla carica, il Presidente, il Consiglio Nazionale viene convocato dal più anziano di età dei suoi componenti che sia Ministro di culto per procedere alla elezione del nuovo Presidente. La riunione per la elezione deve essere effettuata entro venti giorni da quando si è avuta conoscenza della vacanza della carica. Durante tale periodo il Consiglio Nazionale svolge esclusivamente le funzioni ordinarie e non può procedere ad alcuna nomina.

Articolo 9
I VICE-PRESIDENTI

  1. I Vice-Presidenti sono nominati dal Presidente tra i Ministri di culto che fanno parte del Consiglio Nazionale.
  2. I Vice-Presidenti rappresentano il Presidente all’interno dell’Istituto.
  3. I Vice-Presidenti esercitano i poteri che il Presidente deleghi loro in modo temporaneo o permanente.
  4. Venendo per qualsiasi ragione a mancare, o cessare dalla carica, il Presidente, i Vice-Presidenti cessano immediatamente dalla carica.

Articolo 10
IL DIRETTORE

  1. Il Direttore viene nominato dal Consiglio Nazionale che lo elegge con la maggioranza dei due terzi dei propri componenti.
  2. Il Direttore dura in carica tre anni. L’incarico è rinnovabile.
  3. Il Direttore presiede il Comitato Direttivo Finanziario ed ha la rappresentanza legale dell’Istituto, fermo restando quanto previsto dall’articolo 8 comma 5.
  4. Venendo per qualsiasi ragione a mancare, o a cessare dalla carica, il Direttore, il Consiglio Nazionale viene convocato dal Presidente per procedere alla nomina del nuovo Direttore. La riunione per la elezione deve essere effettuata entro venti giorni da quando si è avuta conoscenza della vacanza della carica.

Articolo 11
IL CONSIGLIO NAZIONALE. COMPOSIZIONE

  1. Il Consiglio Nazionale è composto da un massimo di 36 membri, di cui almeno 15 Ministri di Culto. Esso dura in carica per 4 anni. Il Regolamento disciplina la procedura per il rinnovo del Consiglio Nazionale.
  2. Il Regolamento definisce eventuali ulteriori requisiti necessari per l’ingresso dei Ministri di Culto nel Consiglio Nazionale.
  3. Sono, inoltre, componenti di diritto del Consiglio Nazionale: il Coordinatore della Consulta Nazionale; i Responsabili nazionali della Divisione Giovani e della Divisione Adulti dell’Istituto, secondo le modalità e nel numero previsti dal Regolamento; il Segretario Generale.

Articolo 12
IL CONSIGLIO NAZIONALE. FUNZIONI E POTERI

  1. Il Consiglio Nazionale programma e coordina le attività dell’Istituto di rilevanza nazionale, a cominciare da quelle di culto e di religione.
  2. Il Consiglio Nazionale si pronuncia sulle questioni religiose e dottrinali più importanti che possono essere sottoposte al suo esame anche dal Presidente e dalla Consulta Nazionale.
  3. Il Consiglio Nazionale nomina i Ministri di culto tra i membri della comunità di fedeli che siano in possesso dei requisiti di cui all’articolo 13. Le nomine dei Ministri di culto sono approvate con votazione cui partecipano soltanto i membri del Consiglio Nazionale che siano Ministri di culto. Per la nomina è necessaria la maggioranza assoluta dei Ministri di culto presenti nel Consiglio Nazionale.
  4. Il Consiglio Nazionale nomina il Direttore del Comitato Direttivo finanziario con maggioranza dei due terzi dei suoi componenti. Nomina altresì con la maggioranza dei suoi componenti gli altri membri del Comitato Direttivo.
  5. Il Consiglio Nazionale può, con delibera motivata, revocare, dichiarando decaduto dalla carica il Direttore del Comitato Direttivo Finanziario, dopo aver sentito le sue ragioni in seduta congiunta con il Comitato Direttivo. In caso di revoca del Direttore, il Consiglio Nazionale può dichiarare decaduto il Comitato Direttivo nel suo insieme purché provveda contestualmente a nominare il nuovo Comitato. Per la revoca del Direttore, e del Comitato Direttivo, è necessaria la maggioranza dei componenti il Consiglio Nazionale.

Articolo 13
I MINISTRI DI CULTO

  1. I Ministri di culto sono nominati tra i membri della comunità di fedeli che si distinguono per esperienza di fede, conoscenza e comprensione dei principi del Buddismo di Nichiren Daishonin, e per capacità di guida e di consiglio nei confronti dei fedeli.
  2. I Ministri di culto presiedono le cerimonie di culto previste dall’IBISG, svolgono funzioni di assistenza spirituale nei confronti della comunità di fedeli loro affidata, e assolvono agli altri compiti affidati loro dal Consiglio Nazionale.
  3. Il Regolamento definisce i requisiti necessari per la nomina a Ministro di culto, nonché i limiti di tempo dell’incarico di Ministro.

Articolo 14
PATRIMONIO E MEZZI FINANZIARI

  1. L’Istituto è titolare dell’intero patrimonio immobiliare e mobiliare dallo stesso comunque acquistato, o pervenutogli per donazione o per testamento.
  2. I mezzi finanziari per il raggiungimento delle finalità dell’Istituto sono costituiti dagli eventuali proventi dei beni mobili e immobili dell’Istituto stesso, dalle offerte di qualunque natura e comunque pervenutegli, dai contributi volontari degli appartenenti all’Istituto, e dai finanziamenti sia pubblici che privati.

Articolo 15
IL COMITATO DIRETTIVO FINANZIARIO

  1. Il Comitato Direttivo Finanziario è composto dal Direttore, nominato con le modalità di cui all’articolo 10, e da sei membri nominati dal Consiglio Nazionale.
  2. Il Comitato Direttivo Finanziario dura in carica tre anni. Allo scadere del triennio, viene rinnovato seguendo le procedure di cui al comma precedente. Venendo a mancare, per qualsiasi ragione, un membro del Comitato, esso è sostituito con le stesse modalità.
  3. Un membro del Comitato Direttivo Finanziario che, senza specifica giustificazione, non partecipi a tre sedute consecutive del Comitato, cessa automaticamente di farne parte.
  4. Venendo a cessare dalla carica, per qualsiasi ragione, il Direttore del Comitato Direttivo Finanziario, la carica viene assunta ad interim dal più anziano d’età dei membri del Comitato, fino al momento della nomina del nuovo Direttore. Nel periodo interinale il Comitato svolge esclusivamente funzioni di ordinaria amministrazione.
  5. Al Comitato sono attribuiti, con le eccezioni di cui al successivo comma 7, tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, compresa la stesura del bilancio di previsione e di quello consuntivo relativi ad ogni esercizio finanziario, la cui durata va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno solare.
  6. Le delibere del Comitato sono valide quando alle rispettive riunioni partecipano almeno 4 dei suoi componenti. Esse sono prese a maggioranza dei presenti. In caso di parità di voti prevale la mozione appoggiata dal Direttore.
  7. Nel caso di acquisto, alienazione o permuta di beni immobili, rilascio di garanzie reali, o comunque di atti od operazioni di rilevante entità, la delibera deve essere approvata da almeno i due terzi dei componenti del Comitato e, in ogni caso, anche dal suo Direttore, dopo aver ottenuto il benestare da parte del Consiglio Nazionale.
  8. Il Direttore del Comitato ha la rappresentanza legale dell’Istituto, ai sensi dell’articolo 10, comma 3.
  9. Il Direttore esegue le deliberazioni del Comitato. Egli informa periodicamente dell’operato del Comitato il Consiglio Nazionale secondo le modalità stabilite dal Regolamento.
  10. Il Comitato Direttivo Finanziario è convocato dal Direttore almeno due volte l’anno in sessione ordinaria, la prima entro il 31 maggio, la seconda entro il 31 dicembre. In sessione straordinaria sarà convocato ogniqualvolta lo ritenga opportuno, o quando ne facciano richiesta almeno quattro dei suoi membri.

Articolo 16
IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

  1. Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri effettivi e due supplenti, tutti nominati dal Consiglio Nazionale. I revisori devono essere iscritti all’albo dei Dottori Commercialisti o dei Ragionieri, o al Registro dei Revisori contabili.
  2. I Revisori devono verificare la regolare tenuta delle scritture contabili ed esaminare annualmente il bilancio consuntivo trasmesso loro dal Comitato Direttivo Finanziario, controllandone la correttezza contabile e la sua corrispondenza con le scritture. Essi redigono ogni anno una relazione in merito e la trasmettono al Consiglio Nazionale.

Articolo 17
DELIBERE DEGLI ORGANI COLLEGIALI

  1. Se lo Statuto non prevede diversamente, le delibere degli organi collegiali sono adottate con la maggioranza assoluta dei presenti.

Articolo 18
ATTIVITÀ NON DI RELIGIONE O DI CULTO

  1. Per le attività non di religione o di culto l’Istituto tiene le scritture contabili previste dalle leggi tributarie e osserva le norme circa tali scritture relative alle specifiche attività esercitate.

Articolo 19
NULLA OSTA PER LE CARICHE MAGGIORI

  1. Le nomine alla carica di Presidente dell’Istituto, di Vice-presidenti, di Ministro di Culto, e di Direttore, devono essere precedute dal rilascio del nulla osta da parte del Presidente centrale della Soka Gakkai giapponese. La revoca del nulla osta determina la decadenza dalla carica.

Articolo 20
MODIFICHE STATUTARIE E REGOLAMENTO

  1. Le modifiche al presente Statuto devono essere approvate in seduta congiunta del Consiglio Nazionale e del Comitato Direttivo Finanziario, con la maggioranza dei 2/3 dei loro componenti.
  2. Il presente Statuto sarà accompagnato da apposito Regolamento di attuazione. Il Regolamento è approvato, e modificato, in riunione congiunta del Consiglio Nazionale e dal Comitato Direttivo Finanziario, con la maggioranza assoluta dei componenti dei due organi.

Articolo 21
ESTINZIONE DELL’ISTITUTO

  1. Per deliberare l’estinzione volontaria dell’Istituto occorre la riunione congiunta del Consiglio Nazionale e del Comitato Direttivo Finanziario, ed il voto favorevole dei tre quarti dei loro componenti nonché del Presidente e del Direttore.
  2. Nel caso di estinzione dell’Istituto, per qualsiasi causa, il suo patrimonio sarà devoluto ad altra istituzione operante in Italia o all’estero, avente scopi analoghi e retta dai principi che guidano la Soka Gakkai.
  3. I beni provenienti da donazioni saranno restituiti ai donatori o ai loro successori legittimi se questa condizione sia espressamente stabilita nei relativi atti di donazione, e comunque saranno devoluti nel rispetto della volontà dei donatori.

Articolo 22
RINVIO AD ALTRE DISPOSIZIONI

  • Per quanto non è previsto, né disciplinato, dal presente Statuto, si rinvia alle leggi dello Stato italiano.
Il regolamento dell'IBISG

Qui puoi leggere il regolamento dell’IBISG in formato pdf.back

Articolo 1
I fedeli che, con la cerimonia di conversione, ricevono in affidamento il Gohonzon sono tenuti a custodirlo con la massima cura in quanto oggetto di culto.
Chi recede dall’Istituto restituisce il Gohonzon al responsabile del Centro territorialmente competente.

Articolo 2
L’Istituto, e le sue diverse strutture ed articolazioni, agiscono nella sfera religiosa e nella società civile in modo indipendente dalla politica e dai soggetti che la esercitano.
I membri dell’Istituto non possono utilizzare il proprio incarico, o i propri legami nell’ambito dell’IBISG, per ottenere vantaggi o consensi di tipo politico, commerciale, o di altra natura.
Chi svolge incarichi previsti dallo Statuto all’interno dell’IBISG non può assumere incarichi di tipo istituzionale o politico.

Articolo 3
Il Consiglio Nazionale con specifica delibera determina quali siano le strutture regionali, comprensive di una o più Regioni, che operano nell’Istituto ai sensi dell’articolo 4 dello Statuto. Con la stessa delibera stabilisce gli elementi necessari per adempiere a quanto previsto dall’articolo 6, comma 2 dello Statuto.
Con apposita delibera il Consiglio Nazionale può apportare modifiche all’assetto territoriale regionale.
Ciascuna struttura regionale è tenuta a realizzare le attività istituzionali stabilite dal Consiglio Nazionale.
Ogni struttura territoriale, nell’ambito delle linee programmatiche stabilite dal Consiglio Nazionale:
– elabora le proprie strategie relativamente alle attività collaterali – riunioni corsi, seminari, altre iniziative – necessarie alla formazione dei fedeli e alla loro crescita spirituale;
– predispone le attività esterne, di carattere religioso-culturale e di volontariato, da effettuarsi nel proprio ambito territoriale;

Articolo 4
Le Divisioni dei Giovani, maschile e femminile, e le Divisioni degli Adulti, uomini e donne, agiscono con iniziative proprie in ambito religioso e culturale per rispondere alle diverse esigenze generazionali.
Il Consiglio Nazionale nomina, in un minimo totale di tre ed un massimo totale di cinque, i Responsabili della Divisione dei Giovani (maschile e femminile), come componenti del Consiglio stesso. Nomina, altresì, in un minimo totale di due ed un massimo totale di quattro, i Responsabili delle Divisioni degli Adulti (uomini e donne), come componenti del Consiglio stesso.

Articolo 5
I Responsabili Regionali e i Responsabili Nazionali, nominati dal Consiglio Nazionale ai sensi dell’articolo 4, comma 5 e 6, dello Statuto, sono scelti tra i fedeli che si distinguano per conoscenza del Buddismo, per probità di comportamento e per l’impegno a favore degli altri.
L’incarico di Responsabile ha la durata di due anni. Esso si intende rinnovato in mancanza di comunicazione contraria.
I Responsabili Regionali e Nazionali di cui ai commi precedenti sono membri di diritto della Consulta Nazionale.
L’incarico può essere revocato, per gravi motivi, dal Consiglio Nazionale. A tal fine, il Consiglio deve comunque ascoltare l’interessato, e decide a maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Articolo 6
Ai sensi dell’articolo 4, comma 7 dello Statuto, il Consiglio Nazionale può nominare, in rapporto alle esigenze che si manifestino, Responsabili nazionali con incarichi specifici. Per l’affidamento di tali incarichi, per la loro durata, e l’eventuale revoca, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 5 del presente Regolamento.
I Responsabili nazionali di cui al comma precedente, sono membri di diritto della Consulta Nazionale.
Il Consiglio Nazionale può affidare incarichi legati a una funzione specifica, fissando un termine per la loro durata. L’incarico si esaurisce automaticamente allo scadere dei termini.

Articolo 7
Il Consiglio Nazionale con apposita delibera determina la misura e i criteri per la designazione dei rappresentanti regionali di cui all’articolo 6, comma 2, dello Statuto. Tra le misure determinate deve, comunque, essere previsto un rapporto proporzionale tra il numero dei fedeli di ciascuna Regione e il numero dei rappresentanti regionali. I rappresentanti regionali durano in carica due anni, e possono essere confermati per periodi successivi.
I rappresentanti regionali di cui al comma precedente sono membri di diritto della Consulta Nazionale.
Nel caso in cui un membro di diritto della Consulta decada dalla responsabilità nazionale o regionale, decade altresì con effetto immediato dalla funzione di membro della Consulta.
Ai sensi dell’articolo 6, comma 4 dello Statuto, il Consiglio Nazionale può nominare fino a 10 membri aggiunti della Consulta, i quali durano in carica fino alla scadenza di cui allo stesso articolo 6, comma 5.
I membri del Consiglio Nazionale, che non siano già membri della Consulta ad altro titolo, possono partecipare ai lavori della Consulta senza diritto di voto.

Articolo 8
La Consulta Nazionale esprime ed interpreta le esigenze di partecipazione della comunità dei fedeli alla vita dell’Istituto, e svolge le sue funzioni nel rispetto dell’autonomia e delle prerogative degli altri organi nazionali.
La Consulta può sottoporre al Consiglio Nazionale questioni che richiedano una decisione o la definizione di un orientamento di carattere generale. Può, altresì, sottoporre al Consiglio Nazionale questioni sollevate da una o più strutture comunitarie o territoriali dell’Istituto.

Articolo 9
La Consulta Nazionale agisce validamente quando è presente la maggioranza dei suoi componenti e delibera a maggioranza assoluta degli intervenuti.
La Consulta Nazionale elegge il proprio coordinatore scegliendolo tra i suoi componenti. Il Coordinatore, che resta in carica per la durata della Consulta, provvede a nominare un Segretario, convoca e dirige ciascuna riunione.
Il Coordinatore è membro di diritto del Consiglio Nazionale, intrattiene rapporti con gli altri organi dell’Istituto, anche ai fini degli adempimenti di cui all’articolo 8, comma 2.
Il Segretario cura gli adempimenti amministrativi relativi alla Consulta, tiene aggiornati i suoi atti e documenti e li custodisce presso la Sede principale dell’Istituto

Articolo 10
Ai fini della riunione per la elezione del Presidente dell’Istituto, il membro più anziano del Consiglio Nazionale convoca il Consiglio stesso a mezzo di telegramma da inviarsi con preavviso di almeno sette giorni.
Nel nominare i Vice-Presidenti, il Presidente indicherà per iscritto i poteri eventualmente ad essi delegati, in modo permanente o temporaneo.

Articolo 11
Dovendosi rinnovare alla scadenza il Consiglio Nazionale, questo si riunisce con almeno due mesi di anticipo rispetto alla scadenza, per decidere quali Ministri di culto dovranno essere presentati alla Soka Gakkai giapponese per il nulla osta di cui all’articolo 19 dello Statuto. La decisione sui nominativi è adottata con la stessa maggioranza necessaria per la nomina dei ministri di culto.
Successivamente alla decisione del Consiglio, il Presidente o, in mancanza, il più anziano dei suoi membri che sia ministro di culto, invia alla Soka Gakkai giapponese i nominativi dei ministri di culto che faranno parte del Consiglio per averne il nulla osta. La comunicazione deve essere inviata almeno 20 giorni prima della convocazione del nuovo Consiglio Nazionale.
Ai fini della prima riunione del nuovo Consiglio Nazionale il Presidente, o in mancanza di esso il più anziano dei suoi membri che sia ministro di culto, invia comunicazione scritta ai membri della data prescelta. La riunione deve effettuarsi entro quindici giorni dalla scadenza del Consiglio Nazionale uscente.

Articolo 12
Il Consiglio Nazionale si riunisce almeno quattro volte l’anno, previa convocazione scritta a ciascuno dei suoi membri da parte del Presidente dell’Istituto. Esso si riunisce, inoltre, quando un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta, sempre su convocazione del Presidente.
Salvo quanto previsto diversamente dallo Statuto, le decisioni del Consiglio sono adottate a maggioranza assoluta dei suoi componenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Almeno due volte l’anno il Consiglio Nazionale si riunisce in seduta congiunta con la Consulta Nazionale, per una scambio di informazioni e per discutere sulle questioni che sono di fronte all’Istituto. Ai sensi dell’articolo 8, comma 1, del presente Regolamento, tali riunioni non possono dar luogo a decisioni vincolanti.

Articolo 13
I candidati all’incarico di ministro di culto sono presentati da due ministri in carica.
Essi devono aver compiuto, all’atto della presentazione, 35 anni, non devono aver superato i 70 anni, e devono aver praticato continuativamente nella Soka Gakkai per almeno 10 anni. L’incarico di Ministro di culto ha la durata di quattro anni e può essere rinnovato.
Al compimento del 75° anno di età, il Ministro di culto cessa dall’incarico salva espressa deroga concessa mediante delibera adottata dal Consiglio Nazionale con la maggioranza di cui all’articolo 12, comma 3, dello Statuto.

Articolo 14
Il ministro di culto studia e insegna la dottrina buddista secondo l’insegnamento di Nichiren Daishonin e la tradizione della Soka Gakkai giapponese. Egli adempie a tale compito sia direttamente, sia curandone la corretta trasmissione ai fedeli attraverso i Responsabili.
Il ministro di culto presta l’assistenza spirituale ai fedeli, officia i riti religiosi, e sovrintende alle cerimonie di culto e di meditazione della comunità dei fedeli e delle sue articolazioni.
Il ministro di culto forma e assiste i Responsabili regionali e nazionali nell’assolvimento delle loro funzioni e nella crescita e apprendimento del Buddismo.

Articolo 15
Di ciascuna riunione del Comitato Direttivo Finanziario viene redatto processo verbale a cura della Segreteria del Comitato. Il processo verbale resta a disposizione dei membri del Comitato e del Consiglio Nazionale.
Al termine di ciascuna riunione del Comitato, il Direttore provvede senza formalità, e nei limiti del possibile, a dare comunicazione della successiva riunione del Comitato e delle questioni che vi saranno trattate.
In ogni caso, ogni riunione è convocata a mezzo telefax o posta elettronica contenente l’ordine del giorno completo, con un preavviso di almeno sette giorni.

Articolo 16
Le riunioni del Comitato Direttivo Finanziario che non hanno per oggetto atti di straordinaria amministrazione, si possono svolgere anche per videoconferenza, alle seguenti condizioni di cui si darà atto nei relativi verbali:
a) che siano presenti nello stesso luogo il presidente ed il segretario della riunione, se nominato, che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale, dovendosi ritenere svolta la riunione in detto luogo;
b) che sia consentito al presidente della riunione di accertare l’identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati della votazione;
c) che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione;
d) che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.

Articolo 17
I nulla osta di cui all’articolo 19 dello Statuto sono richiesti per iscritto al Presidente centrale della Soka Gakkai giapponese dal Presidente dell’Istituto o – in mancanza, o in caso di elezione del Presidente – dal membro più anziano del Consiglio nazionale che sia ministro di culto.
Il nulla osta è rilasciato per iscritto, in lingua italiana o inglese, e deve pervenire presso la sede centrale dell’Istituto.
La revoca del nulla osta deve pervenire per iscritto, in lingua italiana o inglese, presso la sede centrale dell’Istituto.

Articolo 18
Le modifiche dello Statuto possono essere richieste dal Presidente dell’Istituto, dal Direttore del Comitato Direttivo Finanziario, oppure da un terzo dei componenti il Consiglio Nazionale, o dal Comitato Direttivo Finanziario.
Possono essere richieste anche dalla Consulta con delibera approvata dalla maggioranza assoluta dei suoi componenti.

Adesione al decreto legislativo 231/01

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, con l’obiettivo di garantire una buona gestione e di tutelare il proprio patrimonio, ha aderito al Decreto legislativo 231/01 che istituisce la responsabilità amministrativa dell’ente per reati commessi sia dai suoi rappresentanti che dai dipendenti o volontari, a vantaggio dell’ente stesso.

Il 16 novembre 2009 è stato approvato il modello organizzativo, composto dal “Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs 231/01” e dal “Codice di comportamento”; è stato, inoltre, nominato l’Organismo di Vigilanza Monocratico.

Per garantire la diffusione del Codice di comportamento l’Istituto ha deciso di pubblicarlo sul proprio sito.

Qui puoi leggere il testo del codice di comportamento in formato pdf.back

La segnalazione di eventuali illeciti relativi al d.lgs. 231/2001 potrà essere inoltrata all’Organismo di Vigilanza mediante comunicazione a mezzo email al seguente indirizzo: odv_231@sgi-italia.org

Regolamento per gli appartenenti all'Istituto

 

 

Articolo 1

SCOPO

  1. Il presente Regolamento riguarda l’ingresso, l’uscita, e la vita associativa dei fedeli appartenenti all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG).
  2. Gli appartenenti sono tenuti all’osservanza del presente Regolamento oltre che, per quanto li riguardi, delle altre norme, statutarie e regolamentari, che disciplinano la vita dell’Istituto.

Articolo 2

ADESIONE ALL’IBISG

  1. Chi desidera entrare a far parte dell’IBISG è presentato da due o più appartenenti all’Istituto, e consegna la domanda di adesione alla struttura territoriale di cui all’articolo 4, comma 4, dello Statuto.
  2. Con l’iscrizione nei registri dell’Istituto può essere consegnato al fedele il Gohonzon in affidamento personale, ai sensi dell’art.3, comma 4, dello Statuto.

Articolo 3

ATTIVITÁ DEGLI APPARTENENTI AL’ISTITUTO

  1. Gli appartenenti hanno il diritto di partecipare alle attività dell’Istituto.
  2. Essi si impegnano ad osservare lo Statuto e le norme regolamentari dell’IBISG, e ad agire nell’ambito delle proprie possibilità per realizzare le finalità generali dell’Istituto.

Articolo 4

PERDITA DELLO STATUS DI MEMBRO

  1. Gli appartenenti all’IBISG hanno il diritto di recedere dall’Istituto comunicando la decisione con lettera da inviare alla struttura alla quale avevano presentato domanda di adesione, o alla sede centrale dell’Istituto. L’uscita dall’Istituto si perfeziona nel momento in cui il destinatario competente riceve la lettera di dimissioni dell’interessato.
  2. Qualora un fedele restituisca il Gohonzon perché non ha intenzione di continuare a praticare, l’istituto chiederà all’interessato se intenda o meno continuare a far pare dell’IBISG.
  3. Si perde lo status di fedele per dimissioni o in seguito a provvedimento di espulsione di cui al successivo articolo 5.
  4. Per entrambi i casi prospettati il responsabile competente cancella il nome dell’uscente dal registro degli appartenenti all’Istituto, indicandone la ragione, se per dimissione o per espulsione.
  5. Chi, per qualsiasi motivo, cessa di far parte dell’Istituto è tenuto a restituire il Gohonzon che gli era stato affidato.

Articolo 5

PROVVEDIMENTI

  1. Si possono adottare dei provvedimenti nei confronti di un fedele qualora si comprovino i seguenti comportamenti:a) comportamento non rispettoso nei confronti del Gohonzon;
    b) sfruttamento dell’appartenenza all’IBISG, o della posizione nell’Istituto, per fini propri, per esempio allo scopo di chiedere denaro in prestito, costituire società a fine di lucro, ottenere consensi di natura politica, conseguire vantaggi mediante pressioni psicologiche;
    c) diffamazione seria dell’Istituto o dei suoi fedeli;
    d) violazioni gravi e reiterate degli obblighi statutari e regolamentari.
  2. Poiché i provvedimenti hanno lo scopo di stimolare la riflessione e di far sì che le persone continuino a professare la propria fede nell’ambito dell’Istituto, prima di prendere una decisione si verificheranno con attenzione le circostanze.
  3. In ogni caso la persona alla quale si intende contestare un comportamento non corretto deve essere ascoltata.
  4. Competente ad adottare i provvedimenti è il Consiglio Nazionale dell’Istituto.
  5. I provvedimenti, da misurare sulla gravità dei comportamenti, sono: avvertimento, sospensione dell’attività non superiore a un anno, espulsione dall’Istituto.

Questo regolamento diviene efficace dal 6 marzo 2010