Palazzo Chigi

Roma, 17 maggio 2020. L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha firmato nel pomeriggio di venerdì 15 maggio il Protocollo di Intesa tra governo italiano e confessioni religiose per la ripresa delle attività di culto. Alla cerimonia, che si è tenuta Venerdì a Palazzo Chigi, insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, hanno partecipato i Rappresentanti delle comunità induiste e buddhiste, delle comunità evangeliche e di quella ebraica, di quelle islamiche e sikh, Testimoni di Geova, Baha’i.

A rappresentare l’Istituto è intervenuto il Presidente Alberto Aprea il quale ha apposto la sua firma al documento per la Soka Gakkai Italiana insieme al Presidente della Unione Buddhista Italiana, al Presidente dell’Unione Induista Italiana, e a quelli di Baha’i e Sikh.

Ogni fede ha firmato i rispettivi Protocolli, ciascuno dei quali adattato alle peculiarità delle varie tradizioni religiose in materia di svolgimento dei riti. L’articolato, nel rispetto del diritto alla libertà di culto, ha l’obiettivo di “contemperare l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto”, durante la nuova fase che si aprirà a partire dalla prossima settimana.

Nuove regole dunque investiranno la vita delle comunità religiose in materia di accesso ai luoghi di culto in occasione di funzioni religiose, in merito alle modalità di svolgimento delle funzioni religiose, e relative alla igienizzazione dei luoghi e delle suppellettili presenti. L’importante obiettivo è stato raggiunto grazie alla meticolosa attività del Direzione centrale per gli affari dei culti e del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno.

Il nostro ringraziamento – ha commentato il Presidente dell’IBISG Alberto Aprea – va al Presidente del Consiglio ed in particolar modo al Ministro dell’Interno che con impegno ha saputo riconoscere le peculiari esigenze di ogni fede religiosa presente sul territorio nazionale. Fin dall’inizio della pandemia – ha aggiunto Aprea – il nostro obiettivo è stato quello di prendersi cura di ogni singola persona e proteggere la vita attraverso la preghiera e il nostro senso di responsabilità. Proprio per questo riteniamo che il continuo dialogo con le istituzioni sia la base di ogni azione che contempli la possibilità di manifestare la nostra fede ed è per questo che ogni regola condivisa guardi verso la stessa direzione.


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