Caro Direttore,
Le scrivo in relazione all’articolo dai contenuti fortemente diffamatori dal titolo: Renzi, in un’inchiesta a Firenze i rapporti con la Soka Gakkai, scritto da Stefano Vergine e pubblicato in data 21.12.2021. Sono il Direttore delle Relazioni Esterne dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai e, nell’interesse dell’Istituto, desidero smentire categoricamente i contenuti dell’articolo riferiti all’Istituto stesso.

Sono false le illazioni riferite a relazioni di natura non istituzionale tra l’Istituto e il Senatore Matteo Renzi, anche nel periodo in cui egli era il Presidente del Consiglio dei Ministri. Smentisco inoltre ogni illazione riferita a fantomatiche partecipazioni dirette o indirette in istituti finanziari internazionali, nonché ad altrettanto fantomatici investimenti nel settore petrolifero.

In particolar modo, smentiamo con vigore la partecipazione azionaria della Soka Gakkai nella Banca giapponese Mitsui nonché qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto con investimenti della stessa in Italia e sugli impianti di Tempa Rossa. E’ poi incredibilmente grave, benché palesemente ridicola, l’affermazione secondo cui l’allora presidente Renzi abbia ricevuto in regalo delle azioni “privilegiate” della Mitsui.

La vicenda è stata peraltro già smentita, stamane, dai presunti autori della rivelazione -Antonio Occhiello e Francesco Brunori – i quali hanno pubblicato un post sulla pagina Facebook della propria associazione, AIVS, leggibile al seguente link, nel quale si dissociano dalla notizia: https://www.facebook.com/1896736353944278/posts/3105886529695915/

In tale post si legge, tra l’altro, quanto segue: “Francesco Brunori e Toni Occhiello vogliono precisare di non aver mai detto di essere in grado di provare e dimostrare che la Soka Gakkai Giapponese abbia azioni della Mitsui, né tantomeno che il Senatore Matteo Renzi detenga azioni della stessa, qualunque ne sia la natura.
Agli scriventi risulta che il gruppo Mitsui Sumitomo abbia tali e tante diffuse attività, società controllate et alia e ritengono che non competa agli stessi fare chiarezza sulle interconnessioni del suddetto.

Gli scriventi, come detto, si sono limitati a raccogliere informazioni pubbliche ed a organizzarle. Purtroppo alcune fonti sono venute a mancare e altre non hanno dato informazioni tangibili molto utili, “dimenticando” esse fonti maldestramente di acquisire dettagli molto importanti”. Inoltre, nell’articolo viene riferito che il giornalista avrebbe chiesto chiarimenti alla Soka Gakkai sui “suoi presunti interessi finanziari nel gruppo Mitsui” senza ricevere risposta. Ciò viene presentato come subliminale prova di reticenza. In realtà non ci è stato chiesto nulla al riguardo, a conferma dell’assenza di una effettiva verifica delle informazioni prima della loro pubblicazione.

Ciò che sorprende di più è che un giornale come il Fatto Quotidiano, di solito molto attento al giornalismo di inchiesta, cita fatti inesistenti e fonti prive di verifica e credibilità. Peraltro, uno degli autori del citato esposto, Antonio Occhiello – anche per conto dell’AIVS di cui egli è l’ex presidente e Francesco Brunori attuale Presidente -, ha ammesso di aver usato nei confronti della Soka Gakkai contenuti inappropriati ed offensivi, scusandosi formalmente. Solo in ragione di tali scuse e di tale ammissione, l’Istituto ha consentito a non proseguire l’azione civile esercitata nei confronti dello stesso Occhiello e dell’AIVS.

Si è già detto della falsità delle accuse più gravi. Ma anche il contesto rappresentato è falso e tale falsità è facilmente riscontrabile. Il lungo iter dell’Intesa è agli atti sia del Ministero dell’Interno che della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quello del processo di approvazione della legge di Intesa è evidente dagli atti parlamentari, sia quelli relativi alla discussione in Commissione che in Aula, come del resto pubblica è l’Agenda delle visite del Primo Ministro Italiano all’Estero.

In particolare, l’iter di approvazione di tale legge dimostra tutt’altro rispetto a quanto rappresentato. Tale iter ha avuto inizio nel 2002 e la Commissione Interministeriale per le intese e i rappresentanti dell’IBISG hanno portato a termine i propri lavori nell’aprile 2011. Tuttavia, l’intesa con il Governo è stata firmata solo in data 27 giugno 2015 (ben tredici anni dopo l’inizio della discussione tra IBISG e Governo).

Il testo della legge è stato approvato all’unanimità dal Senato il 20 aprile 2016, relatore il senatore Roberto Calderoli, della Lega, partito che all’epoca era all’opposizione. Il testo è stato poi approvato all’unanimità anche dalla Camera il 14 giugno 2016, dunque un anno dopo la firma dell’intesa con il Governo.

Per una disamina della ripetuta attività denigratoria ai danni della Soka Gakkai vi rimandiamo ad un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista del CESNUR diretta dal Professor Massimo Introvigne ad opera della Ricercatrice Raffaella Di Marzio, tra l’altro Direttrice del Centro Studi sulla Libertà di Religione Credo e Coscienza (LIREC) dal titolo: La Soka Gakkai che non c’è. Fake news e movimenti antisette. https://www.cesnur.org/2020/cesnur-soka.pdf

Ad ogni modo, ci preme illustrarle brevemente la Comunità Buddista della Soka Gakkai. L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai riunisce oltre 95.000 cittadine e cittadini italiani che seguono e praticano l’antico insegnamento buddista così come fu codificato da Nichiren Daishonin (1222- 1282). E’ presente nel nostro Paese dal 1961. L’Istituto fa parte della Soka Gakkai Internazionale, la scuola laica buddista giapponese seguita da 12 milioni di fedeli che promuove su scala mondiale i valori della pace, della cultura e dell’educazione. Il leader spirituale mondiale è Daisaku Ikeda, filosofo e pacifista, una delle personalità più prestigiose del nostro tempo. Il Presidente Ikeda ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti internazionali, tra questi tanti anche in Italia. Il Presidente della Repubblica lo ha voluto insignire del titolo di Grande Ufficiale della Repubblica e più di 50 città italiane hanno deciso di averlo quale cittadino onorario.

Per quanto riguarda la partecipazione alla ripartizione dell’ 8×1000 l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha ricevuto i primi importi solo dal 2020. L’IBISG è uno dei pochi enti religiosi del nostro paese che ha deciso di destinare interamente tali fondi a progetti promossi a sostegno di attività sociali e umanitarie, sia in Italia che all’estero, con uno sguardo attento agli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per uno sviluppo sostenibile. Diritti umani, educazione, ambiente, cultura e ricerca scientifica sono solo alcuni dei settori d intervento individuati dall’Istituto Buddista italiano Soka Gakkai per la campagna 2021 dell’otto per mille, per la quale riceverà dallo Stato italiano 5.046.580 di euro, circa un milione in più rispetto allo scorso anno. Lo scorso anno durante la prima emergenza dovuta alla pandemia l’ Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha destinato le proprie risorse al finanziamento di 10 progetti che hanno coinvolto Save The Children Italia, Fondazione Pangea, Comunità di S. Egidio, Arci, Medici Senza Frontiere, FNOPI Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, Istituti Fisioterapici Ospitalieri – Istituto Regina Elena, Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri IRCCS, ACRA e CESVI Fondazione Onlus. Attraverso tali progetti si sta offrendo il massimo impegno a favore della popolazione con una particolare attenzione verso anziani, donne, bambini e rifugiati, coprendo almeno 61 città in 18 regioni, per un totale di oltre 16.000 persone raggiunte e 72 associazioni coinvolte in rete.

Per amore della verità e del buon giornalismo, sentimenti che condividiamo con Lei, chiediamo che sia immediatamente cancellato o corretto l’articolo in epigrafe e che cessi la pubblicazione in rete dello stesso articolo.
Chiediamo, in ogni caso, la pubblicazione di codesta rettifica ai sensi della legge sulla stampa.

Con i più cordiali saluti

Roberto Minganti
Direttore delle Relazioni Esterne

Roma, 21 Dicembre 2021

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