Il futuro ha il volto dei giovani: l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai a YouTopic Fest di Rondine

YouTopic Fest è l’appuntamento internazionale che ogni anno trasforma la Cittadella della Pace di Rondine in un laboratorio globale. Quattro giorni intensi in cui giovani provenienti da Paesi in conflitto, accademici, attivisti e istituzioni si incontrano per un obiettivo: disarmare i conflitti, superare i pregiudizi e costruire una cultura di pace.

Quest’anno, per la sua decima edizione, il festival ha lanciato una provocazione: “Inquietudine – Come custodire la scintilla dell’umano?”, invitando tutti a trasformare l’incertezza del nostro tempo in una forza generativa di cambiamento. Che cosa significa, oggi, custodire la scintilla dell’umano? Con questa domanda si è aperta la decima edizione della manifestazione.

L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai è stato ufficialmente invitato a prendere parte alla giornata di sabato 6 giugno. Una partecipazione che ha segnato una convergenza di ideali: Anna Conti, vicepresidente della Soka Gakkai italiana, ha sottolineato come la ricerca della pace globale si radichi indissolubilmente nell’azione civile e nel legame profondo con il territorio.

Camminando nel borgo, davanti al Monumento delle Rondini, emerge il significato dell’opera. Le tre pietre che lo compongono richiamano l’unicità di ogni percorso e l’idea della pace come insieme di esperienze e storie individuali. Un esempio concreto è rappresentato dall’impatto dei fondi 8×1000 messi a disposizione dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Il finanziamento delle borse di studio a Rondine sostiene, infatti, i percorsi formativi e di crescita personale dei giovani coinvolti, con effetti che possono estendersi anche ai contesti familiari e sociali di appartenenza.
I dialoghi della giornata hanno ruotato intorno alla necessità di sviluppare un “sistema immunitario relazionale”: la capacità di stare dentro i conflitti del nostro tempo senza mai cedere alla violenza, tutelando la relazione umana a scuola, sul lavoro e nella vita di tutti i giorni. Dalla giustizia riparativa, che scommette sulla pari dignità e sull’ascolto, fino alla cura del linguaggio per disarmare le parole quotidiane, il messaggio è stato unico. Come ha ricordato la scrittrice Angela Staude Terzani nell’Angolo del Conflitto, “l’unica vera rivoluzione che serve è quella che parte da dentro di noi”.

Il momento più emozionante e denso di speranza si è svolto nel pomeriggio con le cerimonie di chiusura della World House e del Quarto Anno Rondine. La pace è diventata una realtà tangibile quando una ragazza ucraina e una ragazza russa si sono unite in un abbraccio fraterno per guidare il passaggio di testimone tra gli studenti.

Anna Conti ha citato il secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda, esortando i giovani a non arrendersi mai, a superare ogni barriera e a inseguire i propri sogni come veri cittadini globali. Le sue parole hanno risuonato come una promessa e una chiamata alla responsabilità per il domani: “Saranno la forza e la passione dei giovani a creare una nuova era”.

L’esperienza di Rondine evidenzia come, anche di fronte a sfide globali, l’impegno individuale e la qualità delle relazioni possano rappresentare elementi significativi di cambiamento. Anche a livello locale, è possibile contribuire con azioni concrete.

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RIFLETTERE, UNIRSI, AGIRE: DIALOGHI PER UN FUTURO COMUNE

29 NOVEMBRE 2025

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