Dal 19 al 22 ottobre oltre sessanta giovani da tutto il mondo, vincitori della Call for Solutions 2026 del progetto Youth4Climate, hanno visitato Milano, Venezia, Bologna, Napoli e Roma per incontrare università, imprese, fondazioni e istituzioni impegnate nella lotta alla crisi climatica. L’iniziativa è promossa da UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) e finanziata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il co-finanziamento dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai attraverso i fondi 8×1000. L’Istituto ha partecipato con i suoi rappresentanti alla giornata inaugurale di Milano e a quella conclusiva di Roma.






Milano: far crescere le idee dei giovani
Il percorso è partito il 19 ottobre nella Sala Alessi di Palazzo Marino, a Milano, la città in cui Youth4Climate era nata nel 2021. Al centro della giornata una domanda: come possono le soluzioni climatiche ideate dai giovani crescere, durare e generare un cambiamento su larga scala? A condurre sono stati due giovani della community, Maryam Bello, imprenditrice nigeriana, e Pablo Castellanos Ramelli, co-fondatore di una start-up colombiana e tra i protagonisti del documentario Generation Trust, realizzato lo scorso anno con il sostegno dei fondi 8×1000 dell’Istituto.
Agostino Inguscio, direttore del Centro UNDP di Roma, ha ricordato come dalle richieste dei giovani del 2021 (risorse, mentorship, la possibilità di essere presenti dove si decide) sia nato un percorso stabile, con oltre duecento progetti già finanziati. Nel panel con i rettori, Donatella Sciuto del Politecnico di Milano ha sottolineato che il compito delle università è anticipare il futuro, non inseguirlo. Francesco Billari dell’Università Bocconi ha invitato a fare degli atenei luoghi in cui sia possibile rischiare e anche sbagliare un’idea d’impresa. Si è parlato poi di moda sostenibile con la Camera Nazionale della Moda Italiana, e cinque giovani hanno raccontato i loro progetti, dalle celle frigorifere a energia solare per i piccoli agricoltori del Ghana all’educazione climatica attraverso l’artigianato in Zambia.
I dati confermano la solidità del percorso: dei 50 progetti conclusi, l’80% è proseguito oltre la fine del finanziamento e quasi la metà ha raggiunto una scala più ampia. Altri 150 progetti sono in corso e stanno attirando nuove risorse: oltre 1,7 milioni di dollari di finanziamenti aggiuntivi.
Roma: i giovani al centro delle decisioni
La giornata conclusiva del 22 ottobre si è aperta con l’intervento di Agostino Inguscio. Ha ricordato che solo l’1% dei fondi mondiali per il clima raggiunge le giovani generazioni e che Youth4Climate nasce proprio per aprire a più giovani l’accesso a risorse, tutoraggio e mentoring.
Inguscio ha sottolineato l’importanza di allargare le partnership, citando come esempio virtuoso la collaborazione con la Soka Gakkai italiana, che fin dalla prima Call for Solutions, ha finanziato 10 dei progetti selezionati in ogni annualità, per un totale di 40 progetti.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha definito i progetti un grande segno di speranza: anche dalle zone più remote del mondo, ha detto, i giovani prendono l’iniziativa per trasformare le proprie comunità in comunità sostenibili.
Ampio spazio ha avuto l’intervento di Maurizio Martina, vicedirettore generale della FAO. Rivolgendosi ai giovani, ha riconosciuto che sono già protagonisti della transizione e che riescono a trasformare le parole in azioni concrete, cosa tutt’altro che semplice anche per chi guida le grandi organizzazioni. Per Martina investire sui giovani, e in particolare sulle giovani donne, è fondamentale: la domanda non è se farlo, ma come. I giovani, ha concluso, non devono essere un’aggiunta ai progetti, ma i protagonisti con cui costruire insieme le decisioni e le istituzioni del futuro, rimuovendo le barriere economiche e culturali alla loro partecipazione: il tempo è adesso, e con cooperazione e collaborazione si può trasformare la lamentela in idee concrete.
Il panel “Partnership per far crescere le soluzioni climatiche” ha riunito Isabella Falautano di Angelini Industries, Caterina Dentoni di Acea SpA, Sabrina Di Giorgio di Generali Assicurazioni e Enrico Petrocelli di Cassa Deposito e Prestiti per parlare di infrastrutture, energia, finanza e assicurazioni.
Si è poi svolto il panel “Piccole isole, grandi voci”, con giovani da Tonga, Maldive e Giamaica che hanno chiesto di non essere visti solo come comunità da salvare, ma come persone con idee e progetti, a cui servono accesso ai fondi e fiducia. Il loro messaggio verso la COP31 è stato semplice: mettere le persone giovani al centro di ogni decisione.
La mattina si è conclusa con la premiazione dei 50 progetti selezionati in questa annualità e per l’occasione è salita sul palco anche Anna Conti, vicepresidente della Soka Gakkai italiana, la quale ha consegnato, a nome dell’Istituto, i riconoscimenti ai dieci progetti sostenuti quest’anno con i fondi 8×1000. Richiamando l’incoraggiamento di Daisaku Ikeda a inseguire i propri sogni senza arrendersi davanti alle difficoltà, ha ricordato che la passione dei giovani può aprire una nuova era, e che le loro azioni di oggi per la salute del pianeta andranno a beneficio delle generazioni future.


