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Risposta all'emergenza da parte di cittadini in Giappone: l'esempio della Soka Gakkai

Una sintesi delle attività di soccorso prestate dalla Soka Gakkai in seguito al terremoto nel Giappone dell'11 marzo 2011 presentata all'ACNUR

26/10/2011: PREMESSA La Soka Gakkai ha prestato attività di soccorso principalmente nelle tre prefetture maggiormente colpite dal disastro, Miyagi, Iwate e Fukushima. Le misure adottate come organizzazione sono state integrate da azioni di volontariato da parte dei singoli membri a livello locale. Il Buddismo di Nichiren crede fortemente nel grande potenziale insito nella vita di ogni persona e nell'importanza di agire per valorizzare ciascun individuo. Le preghiere dei membri per "la felicità propria e degli altri" si traducono nel forte desiderio di dare un contributo alla propria comunità e società. La filosofia della Soka Gakkai sottolinea anche l'importanza di rimanere saldi di fronte alle difficoltà. Tessuto comunitario La Soka Gakkai ha sviluppato la propria rete organizzativa di membri in base a un'unità definita “settore” – costituito da circa quaranta nuclei familiari residenti nello stesso quartiere – e proprio questa sua caratteristica fa sì che ci sia una rete di relazioni nella comunità locale ed una buona conoscenza del territorio. Questi aspetti sono risultati fondamentali per una rapida risposta all'indomani del disastro. Anche i giovani hanno dato il loro contributo sostenendo tutte le persone della zona. AMBITO DELLE ATTIVITÀ DI SOCCORSO Le attività di soccorso prestate dalla Soka Gakkai, comprese le iniziative su base volontaria dei singoli membri, hanno riguardato: 1. assistenza e accoglienza per le vittime del terremoto 2. sostegno per la ripresa delle zone colpite 3. ricostruzione delle comunità locali 4. funzioni commemorative per le vittime e preghiere per la ripresa 1. Assistenza e accoglienza per le vittime del terremoto Come centri di accoglienza per gli sfollati sono stati utilizzati due tipi di strutture: i centri culturali e le abitazioni dei membri. - I centri della Soka Gakkai La Soka Gakkai dispone di strutture o centri per lo svolgimento delle attività religiose in diverse città e paesi. In caso di necessità, questi centri vengono messi a disposizione della comunità locale. Subito dopo il terremoto e lo tsunami, nella regione del Tohoku e nelle prefetture di Chiba quarantadue centri della Soka Gakkai hanno dato asilo a circa 5.000 persone. Alcuni centri sono stati adibiti ufficialmente dalle autorità locali a ricoveri temporanei e sono serviti per ospitare gli sfollati, distribuire beni di conforto e, in alcuni casi, fornire consulti medici e fare diagnosi provvisorie - Le abitazioni dei membri In ogni zona, le case private che alcuni membri offrono regolarmente per tenere riunioni di approfondimento della dottrina del Buddismo sono state messe a disposizione dai proprietari come : • centri di accoglienza per gli sfollati della zona • punti di smistamento per la distribuzione dei beni di conforto alle vittime le cui case non erano andate completamente distrutte. 2. Sostegno per la ripresa delle zone colpite Grazie alla rete di legami che l'organizzazione ha creato nella società civile, è stato possibile effettuare i seguenti interventi: • raccolta e distribuzione di beni di conforto per i centri di evacuazione • coordinamento fra amministrazioni locali e privati • donazioni da parte delle sedi Soka Gakkai alle varie municipalità • azioni volontarie di sostegno da parte di singoli o gruppi di membri a livello locale 3. Ricostruzione delle comunità locali Anche in questo caso, i forti legami creati tra i membri della Soka Gakkai e il vicinato hanno reso possibile intervenire immediatamente con azioni mirate, e in particolare: • accertarsi che i membri locali e i residenti fossero in salvo • fornire incoraggiamento e sostegno morale ai membri locali e ai residenti • fornire sostegno anche ai residenti stranieri • segnalare alle amministrazioni locali e ai centri Soka Gakkai quali beni fossero carenti 4. Funzioni commemorative per le vittime e preghiere per la ripresa La Soka Gakkai ha celebrato funzioni commemorative per le vittime della calamità, offrendo preghiere per la pace e la sicurezza delle persone colpite e per il pronto recupero delle zone devastate. Secondo la tradizione buddista, le funzioni commemorative per le vittime sono state celebrate 49 giorni dopo il disastro, in 50 strutture nelle città delle tre prefetture di Miyagi, Iwate e Fukushima maggiormente colpite, con la partecipazione di circa 9.000 persone. LE AZIONI INTRAPRESE Azioni di soccorso da parte di volontari • I membri locali, nonostante fossero essi stessi vittime del disastro, hanno preso l'iniziativa di aiutare le altre persone colpite dal disastro consegnando e distribuendo beni di conforto nei centri pubblici di prima accoglienza e nei centri Soka Gakkai. • Nei centri Soka Gakkai dove la gente ha cercato rifugio, i responsabili che li gestivano si sono preoccupati di: - assegnare ruoli ai volontari affinché i centri potessero svolgere adeguatamente la loro funzione; - garantire cibo e acqua, fornire un posto per dormire a ognuno, risolvere problemi di igiene e sicurezza, ecc.; - fornire sostegno e assistenza psicologica, ascoltando le preoccupazioni dei sopravvissuti; - indirizzare gli sfollati, se necessario, a persone competenti (come per es. a membri delle amministrazioni locali o avvocati) per avere informazioni su varie procedure di soccorso. • Sono nate spontaneamente “unità di crisi” composte da membri locali della Soka Gakkai, prevalentemente guidate da giovani, che si sono impegnate nella pulizia delle zone devastate e nell’assistenza agli anziani soli colpiti dal disastro (facendo loro la spesa e aiutandoli a ripulire la casa). Ogni domenica, 100 giovani membri locali partivano dalla regione del Sendai per collaborare alle attività di pulizia a Ishinomaki e in altre città colpite. Incoraggiamento e assistenza psicologica ai membri • Le tradizionali riunioni di conoscenza e approfondimento della dottrina del Buddismo della Soka Gakkai hanno avuto luogo presso le abitazioni dei membri meno danneggiate e nei centri di accoglienza presenti in tutte le zone devastate. • In questi “Incontri Kibo (Speranza),” i membri hanno studiato gli insegnamenti di Nichiren e letto messaggi di incoraggiamento del Presidente della SGI, Daisaku Ikeda. • I responsabili locali e il personale della Soka Gakkai inviato appositamente si sono prefissi di incontrare ogni persona ascoltandone problemi ed esigenze. • In ogni centro Soka Gakkai che ospitava i rifugiati è stata allestita una sala o zona di preghiera e sono state celebrate cerimonie commemorative da parte dei responsabili regionali, insieme ai membri colpiti. Azioni di soccorso da parte di volontari della Soka Gakkai fuori dalla zona del disastro • Nelle fasi immediatamente successive al terremoto, a partire dal pomeriggio stesso, i membri della Soka Gakkai di Niigata, che avevano subito un forte terremoto (il grande terremoto Chuetsu), hanno preparato polpette di riso (fino a 20.000 al giorno) e le hanno fatte arrivare via camion insieme ad altri approvvigionamenti, attraverso l'unica strada percorribile in quel momento nella prefettura di Yamagata. • Analogamente, i membri della Soka Gakkai dell'Hokkaido, avendo subito in passato due grandi disastri naturali, hanno potuto valutare rapidamente ciò che era necessario e hanno fatto giungere via traghetto alla prefettura di Iwate beni di prima necessità quali riso, pasta istantanea e acqua. Il giorno del terremoto, la Soka Gakkai del Kansai, zona dove si trova la regione Hyogo, epicentro del grande terremoto di Kobe del 1995, ha fatto arrivare beni di prima necessità alla prefettura di Miyagi e ad altre zone colpite. Coordinamento dell’emergenza La Soka Gakkai ha acquisito, soprattutto negli ultimi 15 anni, molta esperienza nelle attività di soccorso umanitario in seguito ai recenti disastri naturali avvenuti in Giappone: il grande terremoto di Hanshin e quello di Niigata (Chuetsu). Alla luce delle lezioni imparate, nel 2009 si sono costituiti comitati permanenti per la gestione del rischio presso la sede centrale della Soka Gakkai e nei principali centri di ciascuna regione e prefettura. Questi comitati hanno il compito di adottare misure adeguate in risposta ai disastri naturali, non solo per proteggere la vita dei membri ma anche per contribuire a supportare i bisogni di tutti gli abitanti colpiti dal disastro. Il centro principale di coordinamento dell’emergenza • Subito dopo il terremoto è stata allestita, presso la sede centrale della Soka Gakkai, una unità centrale di coordinamento dell’emergenza che è restata costantemente in contatto, tramite un sistema di telecomunicazioni, con il Centro culturale Soka Gakkai del Tohoku, il principale della zona colpita, per avere il polso della situazione e concordare le misure da adottare. Le comunicazioni sono state possibili grazie a un gruppo elettrogeno. • L’unità di emergenza principale si è tenuta in contatto tutti i giorni con i centri regionali tramite telefoni satellitari e linee telefoniche dedicate per raccogliere e valutare ogni informazione. In base alle informazioni raccolte, sono state adottate le seguenti misure: - Nella fase iniziale sono stati reperiti prontamente beni di prima necessità, principalmente da due magazzini di Tokyo e Osaka che, alla luce dell'esperienza, erano a disposizione fin dai tempi del grande terremoto di Hanshin. - I beni di prima necessità sono stati suddivisi e distribuiti in modo da rispondere al meglio alle esigenze delle zone colpite. - Per un trasferimento ottimale di questi beni sono state valutate e stabilite le migliori vie di trasporto in collaborazione con la Soka Gakkai locale delle zone colpite. - La Soka Gakkai ha inviato nelle zone colpite i propri responsabili giovani da tutto il Giappone e una squadra di medici e infermieri. - È stata organizzata una riconsegna dei Gohonzon (l'oggetto di culto) danneggiati o andati perduti e degli armadietti nei quali custodirli. - È stata creata una rete di comunicazione (“The Hope System”, Il sistema della speranza) per mantenere i contatti con i membri della Soka Gakkai che si erano trasferiti dalle zone colpite verso altre parti del paese, e continuare a fornire sostegno ed incoraggiamento a ognuno. LE PRINCIPALI ATTIVITÀ DI SOCCORSO Risorse Umane Staff giovani Complessivamente, trecento giovani della Soka Gakkai provenienti da tutto il paese sono stati suddivisi in squadre e inviati nelle varie zone colpite (dati aggiornati al 20 giugno). Dalla fine di maggio, ogni settimana circa cinquanta giovani da tutto il Giappone sono andati nei centri di sostegno e recupero nelle zone colpite, in modo da garantire una presenza costante di circa cento persone che si fermavano ogni volta per due settimane. I loro compiti erano ripulire le abitazioni e gli altri edifici delle zone colpite e aiutare nella consegna dei beni di prima necessità. Staff medico Dal 13 al 20 marzo l’unità di coordinamento dell’emergenza della Soka Gakkai ha inviato una squadra di medici e infermieri per fornire assistenza e consulto medico al Centro Culturale della Soka Gakkai di Tohoku nel Sendai, che ospitava il maggior numero di evacuati. Medici e infermieri provenienti dalla zona colpita hanno organizzato sessioni di consulenza sanitaria presso il Centro di Pace di Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi e nelle prefetture di Iwate e Fukushima. Staff trasporti Sono stati affittati veicoli e autisti per organizzare un sistema di camion per il trasporto dei beni di prima necessità provenienti da tutto il paese. Fornitura di beni di prima necessità Al 30 maggio erano stati forniti complessivamente circa 642.000 beni di prima necessità. Nella fattispecie: Bagni mobili (Ca. 60.000 unità) • Vestiario (Ca. 24.000 capi): abiti invernali, camicie, pantaloni, intimo, ecc. • Biancheria (Ca. 4.700 unità): coperte, materassi futon, etc. • Esigenze giornaliere (Ca. 183.000 unità): prodotti per l'assitenza agli anziani (pannoloni, ecc.) • Cibo e bevande (Ca. 296.000 unità): polpette di riso, frutta, conserve alimentari, bevande, dolciumi, condimenti, ecc. • Presidi medici (Ca. 40.600 unità): farmaci per il raffreddore, farmaci digestivi, collutori, bende, ecc. • Altre forniture di emergenza (Ca. 33.400 voci): combustibili (olio pesante, olio leggero, benzina – ca. 8.320 litri), generatori, ecc., beni vari (strumenti per misurare la pressione, biciclette, lavagnette, lavatrici, asciugatrici, bollitori, fornelli portatili, cartucce di gas, ecc.). Sistemazione degli sfollati Quarantadue centri Soka Gakkai nella regione del Tohoku e nelle prefetture di Ibaraki e Chiba hanno accolto circa 5.000 persone, prevalentemente abitanti delle zone limitrofe. Di seguito un dettaglio del numero massimo di sfollati accolti dai centri adibiti a ricoveri di emergenza: Pref. di Miyagi (14 centri culturali) • Centro Culturale del Tohoku: ca. 1.000 persone • Centro Culturale di Furukawa: Ca. 800 • Centro di Pace di Wakabayashi: Ca. 600 Pref. di Iwate (6 centri) • Centro Culturale di Iwate: Ca. 40 • Centro Culturale di Kamaishi: Ca. 40 • Centro Culturale di Ichinoseki: Ca. 20 Pref. di Fukushima (9 centri) • Centro Culturale di Fukushima: Ca. 150 • Centro di Pace di Fukushima: Ca. 150 • Centro Soma: Ca. 120 • Centro di Pace di Iwaki: Ca. 100 Pref. di Ibaragi (3 centri) • Centro Culturale di Katsuta: Ca. 20 Pref. di Chiba (10 centri) • Ikeda Auditorium di Funabashi: Ca. 230 • Centro Culturale di Asahi: Ca. 35 PRESENTAZIONE ALLE CONSULTAZIONI ANNUALI DELL'ACNUR CON LE ONG Il 28 giugno 2011, un rappresentante della Soka Gakkai per conto delle organizzazioni Buddiste ha presentato un rapporto sulle Attività della Soka Gakkai per il soccorso e il recupero in seguito al terremoto del Giappone orientale del'11 marzo 2011 nel corso di una sessione tematica intitolata "Rafforzare la protezione: il ruolo delle organizzazioni basate sulla fede (FBO)" durante le Consultazioni annuali dell'ACNUR con le ONG tenutesi a Ginevra, Svizzera. Per quanto riguarda il contributo delle FBO sul fronte dell'assistenza umanitaria, il rappresentante della Soka Gakkai ha fornito alcuni esempi degli sforzi fatti dalla Soka Gakkai. Premessa (riguardo alla sessione tematica sulle FBO alla conferenza ACNUR) Molte organizzazioni basate sulla fede (Faith-Based Organizations - FBO) hanno avuto un ruolo preminente nelle attività di soccorso umanitario in zone di conflitto e di calamità in tutto il mondo. Tuttavia, gli obiettivi, i metodi e la portata di queste attività non sempre sono stati compresi a fondo. Ciò può dipendere dalla tendenza a trascurare o sottovalutare l'influenza della fede o a trattare la fede con scetticismo e cautela. La fede però ha un ruolo fondamentale nella vita delle persone, perché le aiuta ad affrontare i traumi, rafforza la loro umanità, contribuisce a prendere decisioni e offre consiglio, compassione, consolazione e speranza in situazioni difficili. Le FBO possono utilizzare la loro fede per dare sostegno psicologico oltre che materiale. Inoltre, poiché le attività delle FBO sono fortemente radicate nelle rispettive comunità di appartenenza, tali organizzazioni hanno facile accesso ai luoghi colpiti, anche nelle condizioni più complicate e instabili, per fornire assistenza umanitaria. Inoltre, la loro conoscenza dei rispettivi territori e i legami con la comunità diventano un punto di forza che consente di agire in modo più adeguato e circostanziato. Panoramica della presentazione La presentazione verteva sui seguenti cinque punti principali: - Ambiente complesso e rischioso a causa del disastro dell'11 marzo È stata fornita una spiegazione dettagliata dell'“ambiente complesso e rischioso" provocato dal massiccio terremoto, dallo tsunami, dalla fusione e da altri problemi relativi alla centrale nucleare di Fukushima. - Risposta all'emergenza da parte di gruppi di cittadini in Giappone: l'esempio della Soka Gakkai Sono state spiegate le attività di soccorso e recupero dal punto di vista materiale e psicologico effettuate dalla Soka Gakkai in qualità di una delle organizzazioni civili coinvolte nelle attività di sostegno umanitario di emergenza. - Punti di forza e opportunità È stato portato l'esempio della Soka Gakkai per spiegare il ruolo che le FBO possono avere, sottolineando il fatto che le stesse vittime hanno partecipato spontaneamente e volontariamente alle attività di soccorso perché sono state responsabilizzate. È stato spiegato che, nel caso della Soka Gakkai, la fede serve come fonte importante di empowerment. -Sfide Sono state discusse tre differenti sfide che devono essere affrontate: individuazione di metodi efficaci e appropriati per fornire supporto psicologico; coordinamento con gli enti pubblici; necessità per le FBO di collaborare in modo solidale, al di là delle differenze. - La lezione imparata Citando una delle vittime che ha detto: «le vittime del disastro non sono deboli», è stato sottolineato che è l'empowerment dei sopravvissuti che rende il soccorso umanitario efficace e sostenibile. (Estratto da un documento pubblicato sul sito della Soka Gakkai Internazionale il 1° settembre 2011)

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